KiloWattene-Lavatrici-FAQ

Lavatrici: cosa sapere se si va di fretta

La lavatrice è un apparecchio complesso in termini di consumi elettrici. Essi dipendono da molti fattori: dimensione (massima quantità in kg lavabile in un ciclo), classe energetica, frequenza d'uso (numero lavaggi a settimana o a mese), programmi e temperature utilizzate, riempimento (effettiva quantità in kg di tessuti lavati in un ciclo).
È normale che in una famiglia si alternino i bucati di cotone, misti, sintetici, lana e delicati. Ognuno di essi avrà una sua impostazione di lavaggio e produce un consumo diverso. Il consumo elettrico complessivo, somma di quelli dei singoli lavaggi, si può stimare con discreta precisione (±10%) conoscendo il profilo d'uso.

Una famiglia media di tre persone, che usa una lavatrice di età ed efficienza media, può consumare indicativamente 150-200 kWh all'anno, ossia circa un 7-8% di tutti i consumi elettrici di casa: una frazione non trascurabile ma spesso con esiguo margine di riduzione.
L'abbattimento dei consumi per i lavaggi difficilmente raggiunge un 20-25%, sia che si sostitusca l'attuale lavatrice con una nuova di migliori prestazioni sia che si cerchi di sfruttare meglio quella che già si possiede evitando piccoli e frequenti bucati (che alla fine consumano di più). L'ordine di grandezza dei risparmi ottenibili è sui 35-50 kWh all'anno, ossia sui 10-15 euro all'anno.

Se la lavatrice di casa non è troppo datata (indicativamente 10 anni), funziona bene e/o ha classe energetica A o al massimo B non è sbagliato tenerla ancora per qualche anno cercando magari di ottimizzare i bucati. Più che gli anni conta l'usura: se ha "lavorato poco" (2-3 bucati a settimana) avrà ancora una buona aspettativa di vita. Se la sua età è maggiore (13-14 anni e oltre) allora è saggio pianificare presto un nuovo acquisto. Questo elettrodomestico ha al giorno d'oggi prezzi contenuti mentre le prestazioni di consumo, lavaggio, scelta di programmi, centrifuga e silenziosità sono complessivamente migliorate.

Nel caso in cui si mantenga la vecchia lavatrice occorre sapere - se non lo si sa già - che possiede almeno un ciclo di lavaggio per cotone, usabile anche per tessuti misti, a consumo ridotto. È in genere indicato nel manuale ed eventualmente sul frontale della macchina come programma "eco" o a "risparmio energetico" o "standard". Nel manuale verrà segnalato come programma di test di consumo secondo la norma EN 60456 e/o la Direttiva/Regolamento 1061/2010. La durata di questo ciclo è più lunga di altri, a volte sino a 3 ore, ma il suo consumo è inferiore: sino ad un 35% in meno per i lavaggi a 60° C. Per sintetici e delicati non sono invece previsti di norma programmi a basso consumo. La semplice accortezza di fare bucati riempiendo bene il cestello (se non lo si faceva già prima) può portare ad un ulteriore 10-15% di risparmio.

In caso di sostituzione va considerato che la dimensione (massimo carico) e le prestazioni (classe energetica) sono oggi diversi rispetto a qualche anno fa. Le lavatrici odierne del 2015 hanno capienza attorno a 7-8 kg e ben poche si situano al di sotto dei 6,5 kg; la più parte dei prodotti offerti ha classe energetica A++.
Nella fascia sui 6-6,5 kg o meno e classi A++/A+++ il mercato è dominato dalle compatte di ridotto spessore o con carica dall'alto. La classica 60×60 cm con modesta capacità di carico è diventata sinonimo di apparecchio a basso prezzo, poco performante (scelta limitata di programmi e funzioni, bassa velocità di centrifuga) e probabilmente con scarsa durata nel tempo. Se non si hanno problemi di spazio e si opta per un apparecchio "standard size" di qualità ed efficiente occorrerà giocoforza indirizzarsi sulle 7 kg perchè la scelta è molto più ampia e di buon livello.

L'incremento di una classe energetica, a parità di capacità di carico della lavatrice, porta ad una riduzione di consumi elettrici per i lavaggi del 12%, circa 20 kWh all'anno che equivalgono a meno dell'1% del consumo complessivo dell'abitazione. Una riduzione quasi doppia (23%) si ottiene con una macchina di due classi migliori rispetto a quella che si possiede.
Meglio non lasciarsi attrarre da capacità esuberanti se poi non si useranno tranne forse per lavare una trapunta una volta all'anno, perchè il sottoutilizzo di una macchina grande può annullare completamente i possibili risparmi di una miglior classe energetica.
È bene di puntare ad un incremento di almeno due classi energetiche rispetto al posseduto: ad esempio se si ha una classe A questa andrebbe sostituita con una A++ o una A+++. In caso contrario si fa un cattivo affare sia per le nostre tasche che per l'ambiente.

Se già si possiede un'asciugatrice o si intende acquistarla in seguito, il suo peso in bolletta dipenderà fortemente da quanto i panni vi arrivano già ben "strizzati". È importante in tal caso puntare su una nuova lavatrice dotata di efficiente centrifuga.

Per una stima più precisa di costi e risparmi, in base alla specifica macchina che si possiede e le vostre particolari abitudini d'uso, è scaricabile più sotto una applicazione di autovalutazione (un foglio Excel) non troppo complessa da utilizzare. Aiuta a capire se e quanto si può risparmiare sia con un uso attento dell'elettrodomestico sia in caso di un nuovo acquisto.


Due conti per valutare i risparmi in caso di nuovo acquisto

Un'analisi dei consumi al variare della classe energetica, della dimesione (carico massimo) e delle modalità d'uso (distribuzione dei bucati tra i diversi programmi, riempimenti e temperature) porta alle seguenti conclusioni.

La tabella sulla destra è una visione "pittorica" dei valori di consumo in kWh all'anno (suddivisi in fasce di 50 in 50 kWh) in relazione a classe energetica e dimensione.
Come si usa la tabella: supponiamo di voler acquistare una 7 kg classe A++. Quanto sarà il consumo annuo in etichetta? Tracciare una riga verticale in corrispondenza dei 7 kg ed una orizzontale in corrispondenza della classe A++. L'intersezione cade a malapena nella zona verde scuro (consumo annuo 150-200 kWh), quasi al limite con quella verde chiaro (consumo annuo 200-250 kWh). La nostra lavatrice consumerà - secondo il test europeo il cui valore è riportato in etichetta - poco meno do 200 kWh all'anno.
Seguendo l'andamento delle curve del grafico si vede a colpo d'occhio che una vecchia 5 kg classe A consuma circa come una moderna 8 kg classe A++ (nell'ipotesi di effettuare per entrambe 220 lavaggi all'anno). Nella realtà la 8 kg verrà usata meno volte e con bucati più voluminosi rispetto a quella vecchia, oppure sarà usata circa lo stesso numero di volte dell'altra, e in tal caso sempre a "mezzo carico" o meno, il che ne riduce un po' il consumo. Ma alla fine il risparmio non è proporzionato a quanto farebbe sperare il guadagno di due valori di classe energetica.


Autovalutazione personalizzata dei consumi e dei possibili risparmi

Scarica l'applicazione di autovalutazione e confronto consumi per le lavatrici, compatibile Excel , OpenOffice , LibreOffice , filesize 235kB.

L'applicazione di autovalutazione contiene due "lavatrici virtuali". Occorre specificare la dimensione e la classe energetica della lavatrice che si possiede e gli stessi dati di un'altra di confronto, che può essere quella che vorreste acquistare. Volendo le due macchine possono anche risultare lo stesso apparecchio utilizzato con modalità diverse in termini di riempimenti e temperature, per vederne le differenze in termini energetici.

Il profilo d'uso attuale (quanti lavaggi a settimana o a mese, a quali temperature, con quanto riempimento del cestello) è già preimpostato per un uso medio tipico. Se è il caso si può modificare secondo le proprie particolari abitudini.
Il profilo d'uso della seconda "lavatrice virtuale", per non rendere le cose troppo complicate ma corrette, deriva dal primo mantenendo costante il quantitativo totale di panni lavati. Vi sono qui solo due impostazioni da effettuare: la prima è la propensione a sfruttare bene la capacità della macchina evitando i "piccoli bucati", la seconda introduce una (moderata) riduzione delle temperature di lavaggio. Queste due variabili possono assumere diverse intensità di intervento, dalla situazione pari a prima (nessun cambiamento sul numero di lavaggi, nè sui quantitativi di ognuno di essi, nè sulle temperature) a quella più attenta a risparmiare (riempimento ottimale, minori temperature).

La maggior parte delle lavatrici ha programmi preimpostati (60° C, 40° C, 30° C, 20° C o freddo) e la riduzione di temperatura apparirà come "spostamento" di una frazione dei bucati sul programma a temperatura immediatamente inferiore. Per le macchine provviste di termostato regolabile c'è l'ulteriore l'opzione di abbassare tutti i lavaggi di 3° C. Si sono scelti 3° C, e non un altro valore, perchè questo è in linea con la raccomandazione di A.I.S.E. che pare essere un ragionevole compromesso tra mantenimento di un buon lavaggio e risparmio.

Alla fine, oltre ai valori di consumo annuale e mensile delle due "lavatrici virtuali", viene data l'indicazione in percentuale ed economica del risparmio ottenibile tra la situazione "prima" e "dopo".

Manovrando le due impostazioni si possono effettuare le più diverse prove di confronto e verificare se e quanto l'eventuale sostituzione dell'apparecchio possa apportare vantaggi energetici ed economici.

I consumi delle " lavatrici virtuali" nelle diverse condizioni d'uso sono dedotti dai dati in etichetta energetica, ossia classe e capienza in kg, e da un modello realistico basato sulla media delle prestazioni di un ampio numero di lavatrici attualmente presenti sul mercato. I risultati dell'autovalutazione hanno pertanto una buona affidabilità.


Consumo annuo medio familiare di energia elettrica per i lavaggi

Per l'Italia sembra che non siano disponibili statistiche sufficientemente estese e documentate, dalle quali estrarre un dato affidabile. Il progetto MICENE - Misure di energia elettrica nel settore domestico - ha effettuato una campagna di misure su 110 famiglie italiane negli anni 2000-2002. I risultati di MICENE indicano un consumo medio per la lavatrice di 224 kWh/anno, con oltre il 50% delle famiglie con consumi tra 100 e 250 kwh/anno. Occorre però apportare un aggiustamento: una lavatrice in uso oggi benchè datata (supponiamo acquistata nel 2008) avrà un'efficienza maggiore di quelle misurate da MICENE (con età media di 7 anni ossia acquistate nel 1994), e consumerà il 29% in meno di allora (senza considerare gli effetti contrastanti di maggior dimensione delle macchine moderne e progressiva propensione all'uso di basse temperature di lavaggio). Con questa correzione la stima attualizzata si riduce a 159 kWh/anno.

L'analisi internazionale sui consumi per il lavaggio condotta da Pakula e Stamminger nel 2008 indica per le famiglie italiane un numero di 165 lavaggi all'anno che, con un consumo a lavaggio di 1,05 kWh, producono un totale di 173 kWh/anno a famiglia. Un'ulteriore valutazione del consumo medio europeo del 2013 si attesta sui 161 kWh/anno per l'insieme dei paesi centro-occidentali.

Una stima indiretta effettuata da A.I.S.E. (l'associazione internazionale dei produttori di detergenti - International Association for Soaps, Detergents and Maintenance Products) a livello europeo, sulla base di un questionario sulle abituduni di lavaggio somministrato nel 2011 a circa 200 famiglie per ogni diversa nazione, deduce per l'Italia un consumo medio di 113 kWh/anno a famiglia. Questo valore, assieme a quelli forniti per gli altri paesi, appare piuttosto basso e non concorda con altre rilevazioni. Ad esempio una recente ampia campagna di reali misurazioni su famiglie inglesi indica un valore reale di 166 kwh/anno contro i 116 kWh/anno (sempre per gli inglesi) di A.I.S.E., facendo sospettare che anche il dato reale medio italiano sia invece più alto e prossimo a 163 kWh/anno.

Per concludere: il consumo medio familiare di energia elettrica per la lavatrice può essere ragionevolmente assunto pari a 160-165 kWh all'anno.
La "numerosità" media della famiglia italiana è, secondo ISTAT, di 2,4 persone. Quindi una coppia consumerà un po' meno del valore riportato, mentre una famiglia numerosa consumerà di più.


Più energia per muovere il cestello, meno per scaldare l'acqua

Misure del consumo di energia elettrica durante tutto il corso del ciclo di lavaggio sono in grado di determinare quale frazione di essa è usata per scaldare l'acqua e quale per azionare il movimento del cestello e la centrifuga.
Questa informazione, di per sè scarsamente utile per l'utente finale, aiuta a sviluppare stime realistiche sul consumo elettrico nelle effettive condizioni d'uso spesso diverse dalla media dei tre test che concorrono al dato in etichetta energetica.

La già citata campagna inglese di misure sui consumi dei dispositivi elettrici domestici, condotta per un anno su 250 abitazioni, afferma infatti per ciò che riguarda le lavatrici che i dati di targa (in etichetta energetica) non sono sufficienti a produrre una valutazione affidabile dei consumi complessivi in reali condizioni medie di esercizio. Lo studio conclude suggerendo ulteriori indagini sugli indicatori che rendano conto delle discrepanze osservate tra effettivo consumo e dati di etichetta, spesso utilizzati da soli e senza correttivi per proiezioni sui fabbisogni energetici per gli anni a venire.

La prima ricerca in ordine cronologico per un modello dei consumi della lavatrice è lo "Study of Efficient Washing Machines, Dishwashers and Driers" del Group for Efficient Applances (GEA), luglio 1994, secondo cui la "lavatrice media" di allora con capienza 4,5 kg, a 60° C consumava a pieno carico 1,35 kWh di cui poco meno di 0,2 kWh ossia il 14% per la parte meccanica.
Studi e misure successivi (ad es. Old Washing Machines Wash Less Efficiently and Consume More Resources di R. Stamminger e altri, agosto 2005 e Eco-Efficiency Analysis of Washing machines di Öko-Institut, novembre 2005) riprendono tal quali le valutazioni precedenti e suppongono che i rapporti relativi di consumo alle varie temperature siano rimasti inalterati.
Lo stesso modello basato sulle rilevazioni del 2005 lo si ritrova a fondamento del calcolo online dei consumi e risparmi ottenibili presente sul sito tedesco Forum Waschen. Benchè il sito appaia informativo e accattivante, i risultati che produce vanno presi con cautela.

Negli ultimi anni la ripartizione tra energia per scaldare l'acqua e per l'agitazione del bucato s'è però spostata a favore di quest'ultima. Le nuove lavatrici a basso consumo usano meno acqua, la scaldano a temperature minori di quelle impostate (spesso a 52-55° C o meno anziché 60° C, visto che non v'è obbligo di rispettare il valore di targa), prolungano i tempi di lavaggio anche sino a 3 ore per i programmi "eco" che entrano nel computo della classe energetica, e hanno centrifughe più efficaci.
Questi elementi modificano sensibilmente il rapporto tra l'energia elettrica trasformata in calore per scaldare l'acqua e quella convertita in movimenti per lavare e strizzare.


Quanto si risparmia lavando a minor temperatura?

Alcune valutazioni anche recenti sui possibili risparmi elettrici si basano ancora sui dati sopracitati, come ad esempio la campagna di sensibilizzazione "Meglio 30°" di A.I.S.E. - ottobre 2013 - per stimolare gli utenti a ridurre in media di 3° C le temperature a cui viene usata la lavatrice e ottenere così una riduzione di consumo elettrico e di emissione di CO2 nell'aria.
La finalità dell'iniziativa è encomiabile. Lo studio di supporto di A.I.S.E. quantifica, se si adottasse questo semplice accorgimento a livello europeo, una riduzione dell'11,3% sui consumi elettrici per i lavaggi.
Di fatto il modello dell'elettrodomestico usato in questa valutazione è quello del 2005, scalato come consumi (di pari passo sia la parte di riscaldamento acqua che di movimento del cestello) in base agli attuali prodotti sul mercato. Gli effettivi consumi odierni nelle diverse condizioni di lavaggio non vengono rianalizzati. La stima dei risparmi elettrici indicata da A.I.S.E. può risultare sovrastimata alla luce dei progressi tecnologici delle lavatrici e alla loro diversa distribuzione dei consumi di energia in relazione a riempimento e temperatura.

Una indagine dell'Istituto nazionale di ricerca per i consumatori norvegese del 2011 ha individuato trenta lavatrici di note marche per ognuna delle quali il produttore dichiarava i consumi, sia programma per programma, sia a parità di programma ma con diverse impostazioni di temperatura (normalmente i consumi sono forniti solo per i tre programmi a 60° C pieno carico, mezzo carico e 40° C, che concorrono alla qualificazione di efficienza energetica europea). Il risultato è che un abbassamento di 10° C produce una riduzione di consumo prossima al 20% sia per i programmi cotone che per i sintetici. Supponendo come ipotizza A.I.S.E. di ridurre la temperatura di 10° C su tre lavaggi ogni dieci (equivalente a dire di 3° C come media), si dedurrebbe un risparmio di solo un 6-7%, non quasi il doppio.

Concludendo: fonti informative diverse forniscono stime diverse della relazione tra temperature e consumi.
L'applicazione di autovalutazione dei consumi porta a valutare riduzioni di poco minori (attorno al 9-9,5%) rispetto a quelle A.I.S.E. a patto di mantenere tal quale il numero di lavaggi e il riempimento del cestello. Se invece la riduzione di temperatura si accompagna a lavaggi meno "stipati" - per compensare una temuta perdita di lindore attraverso un maggior agio nella movimentazione dei panni nel cestello - allora si ottengono risparmi prossimi al 5%.


La capacità di carico va sfruttata

Osservazioni analoghe valgono anche per le variazioni di consumo dovute al maggior o minor riempimento del cestello.
Una macchina - come lo sono la maggior parte di quelle attuali - parca per quanto possibile nel consumo di acqua e nel suo riscaldamento vedrà ridursi di poco il consumo se la utilizziamo a carico parziale, perchè l'energia elettrica per la movimentazione - che è diventata un termine importante - resta quasi immutata anche in questa condizione.
La maggior parte dei prodotti oggi disponibili sul mercato mostrano di fatto una riduzione esigua del consumo di un lavaggio a mezzo carico rispetto al lavaggio col cestello pieno. Questo punto viene approfondito più sotto.

Il progetto europeo Atlete II ha svolto misure presso laboratori accreditati su un ampia varietà di lavatrici, al fine di verificarne la conformità rispetto a quanto dichiarato dai costruttori. Come "sottoprodotto" del progetto sono disponibili per almeno una dozzina di apparecchi anche le curve di prelievo elettrico durante i lavaggi.
Da questi dati risulta che in media per il programma a 60° C a pieno carico oltre il 25% dell'elettricità consumata è spesa per l'agitazione nel cestello, con valori superiori (maggiori o uguali al 30%) per le macchine grandi, da 8 kg ed oltre. Di pubblico dominio e liberamente consultabili sono tutte le misure effettuate sulle diverse lavatrici nel corso del progetto.

Entro certi limiti è possibile individuare attraverso i dati raccolti quali lavatrici sono progettate secondo dettami convenzionali (più acqua, temperature veritiere, programmi di durata limitata e meno energia usata per la rotazione del cestello) o secondo quelli più recenti che si muovono in direzione opposta. La Whirlpool AWE 5105 classe A+ è una rappresentante della "vecchia scuola": lavatrice da 5 kg che rispetta bene le temperature nominali (58° C massimi reali per il lavaggio 60° C pieno carico) e utilizza il 79% dell'energia elettrica consumata (del ciclo 60° C full load) per scaldare l'acqua. La LG F1091QD classe A++ da 7 kg è una rappresentante della la "nuova scuola": usa temperature ridotte (ad es. 44° C massimi misurati nel lavaggio a mezzo carico contro i 60° C impostati) e meno acqua nella fase calda, mentre l'agitazione consuma, nei programmi "eco", dal 34% al 77% di tutta l'energia elettrica assorbita. In media le macchine da 8 kg testate da Atlete II usano per l'azione meccanica (lavaggio, centrifuga) una frazione del consumo totale del ciclo di lavaggi che va da un 37% (a 60° C pieno carico) a un 41% (60° C mezzo carico) a oltre il 50% (40° C mezzo carico).


I programmi lunghi consumano meno

Nella prospettiva dei bassi consumi - e a parità di qualità finale di lavaggio che deve rispettare gli standard minimi europei - s'è quindi visto come la messa a punto di programmi a lunga durata sia una scelta adottata da molti costruttori. L'extra di agitazione è più che compensato da una minore richiesta di calore. I produttori hanno anche obblighi di informazione: devono indicare nel manuale d'uso quali tra i programmi consumano meno, e questi devono risultare facilmente individuabili sul frontale della macchina. Sarebbe utile che venisse data qualche spiegazione in più, in particolare sull'apparente controsenso tra maggior durata del lavaggio e minor consumo, ma ciò non viene fatto.

Molti utilizzatori sono convinti in buona fede del contrario, ossia che i lunghi cicli di lavaggio producano maggior consumo. Dato che tutte le lavatrici possiedono programmi alternativi a quelli eco con qualità di lavaggio analoga in tempi ridotti, l'utente può ritrovarsi sviato e portato a utilizzare questi ultimi energeticamente più dispendiosi.

Il risparmio dei programmi eco rispetto a quelli rapidi è notevole. Un raffronto effettuato su 15 diverse lavatrici recenti, riportato sull' Omnibus Review Study del marzo 2014 per conto della Commissione europea, mostra un'aumento medio di consumo elettrico del 68% per i programmi non-eco! Lo studio Washing machines' program selection and energy use dell'Istituto nazionale di ricerca per i consumatori norvegese ha trovato su un gruppo di trenta lavatrici un aumento di consumo del 19%, molto meno eclatante ma pur sempre non trascurabile.


Mezzo carico non vuol dire mezzo consumo

I produttori hanno l'obbligo a rendere pubblici i consumi a 60° C, sia a pieno carico che a mezzo carico, e non è difficile trovare raccolte già pronte di questi dati per lavatrici correnti. Il sito tedesco stromverbrauch info ha difatti una tabella di 360 lavatrici di note marche con capacità comprese tra 5 kg e 12 kg, tabella da cui risultano i consumi sia a pieno carico che a mezzo carico. La riduzione media di consumo per il mezzo carico risulta essere del 15%.

Le misure effettuate da Atlete II confermano che per le lavatrici moderne un ciclo a mezzo carico a 60° C consuma in media il 15% in meno di un pieno carico.
Conclusioni sostanzialmente simili erano già note dallo studio preparatorio per l'eco-design per conto della Commissione Europea dal quale risultava (vedi Task 3, novembre 2007 e Task 4, agosto 2007) che il mezzo carico riduce in media il consumo di un ciclo del 19%.
Anche le migliori lavatrici selezionate sul sito TopTen, una trentina di modelli recenti tutte in classe A+++ e di capacità tra 6 e 11 kg, mostrano che a 60° C il mezzo carico riduce tipicamente il consumo tra il 13% e il 20%.

Una recente tesi di dottorato (di Emir Lasic, Università di Bonn) ha analizzato su un campione di nove lavatrici tra 5 kg e 11 kg di capacità le mutue relazioni tra consumo d'acqua, di energia, di dosaggio di detersivo, qualità di lavaggio (secondo metodi standardizzati) a diverse temperature (60° C, 40° , 30° C) e diversi riempimenti (1/4, 1/2, 3/4, pieno carico) del cestello.
Questa ricerca unica nel suo genere ha comportato l'effettuazione di oltre 300 cicli reali di lavaggio con acquisizione di tutti i dati significativi. Ne risulta che nell'ambito del lotto di lavatrici testate (delle quali peraltro una parte erano provviste di vecchia etichetta energetica e quindi un po' datate) il mezzo carico riduce in media il consumo d'acqua di un quarto e quello totale di energia di un 11-12%, sia per i lavaggi a 60° C che a 40° C.

Nelle due figure sono riportate rielaborazioni delle medie dei consumi per ciclo di lavaggio e per kg di biancheria lavata, al variare di temperatura e riempimento del cestello, ricavati dalle misurazioni di Lasic e "rinormalizzati" ad una macchina da 7 kg classe A++.
Come s'è fatto per l'altro grafico più sopra, occorre tracciare una linea verticale in corrispondenza al riempimento in kg della lavatrice ed una orizzontale in corrispondenza della temperatura impostata. Ad esempio un lavaggio di 3,5 kg (metà carico) a 40° C ricade all'inizio della fascia gialla e consumerà attorno a 0,61 kWh. Un lavaggio a pieno carico, sempre a 40° C, consuma circa 0,68 kWh. Il mezzo carico a 40° C ha quindi un 10% di riduzione di consumo rispetto al pieno carico. A 60° C abbiamo 1,08 kWh (pieno carico) contro 0,94 kWh (mezzo carico) con un 13% di abbassamento.

Pur con qualche variabilità dei risultati ottenuti da autori diversi, si può cautelativamente assumere una riduzione del consumo non superiore al 20% per un ciclo di lavaggio col cestello mezzo pieno, rispetto allo stesso ciclo a pieno carico.
È quindi assai più conveniente, ogni volta che sia possibile, effettuare un unico lavaggio col cestello pieno piuttosto che due a metà carico, che alla fine consumerebbero un 60% in più.



Le lavatrici moderne fanno risparmiare?

Due opposte tendenze si sono affermate negli ultimi anni. Da un lato il mercato offre lavatrici più efficienti (e da inizio 2014 possono essere vendute solo le classi A+ A++ e A+++) ma al contempo la capacità di carico è aumentata. Le 5 kg erano lo standard 10-15 anni fa; oggi troviamo macchine che a parità di ingombro esterno lavano 7-9 kg e si arriva ad un massimo di 11-12 kg.

Il consumo per kg nominale lavato è diminuito, ma l'aumento di dimensioni fa sì che il consumo per ogni singolo ciclo d'uso possa essere più alto che in passato. Ciò può restar vero pure se i lavaggi sono effettuati a una frazione della capacità della macchina. Una vecchia classe A da 5 kg consumava 0,65 kWh a ciclo (media in condizioni d'uso reali con temperature attorno a 40° C) e presumibilmente veniva riempita sfruttando adeguatamente il suo carico nominale. Una A+++ da 10 kg utilizzata magari a una frazione del suo carico consumerà 0,73 kWh a ciclo: un valore di energia non dissimile dalla sua progenitrice.
I dati di consumo per "ciclo europeo" (media di lavaggi a 60 e 40° C, pieno carico e mezzo carico) hanno mostrato una lieve inversione di tendenza negli anni dal 2005 al 2008 passando da poco meno di 1 kWh/ciclo a 1,055 kwh/ciclo (dati CECED sul rapporto A.I.S.E. già citato, p. 38) evidenziando di come l'aumento di dimensioni possa erodere gli aumenti di efficienza.
Le osservazioni sinora fatte sono sostenute da molti esperti del settore, si ritrovano ad esempio nel documento critico Policy Paper sul sito TopTen.

In sintesi: l'efficienza è aumentata ossia si è ridotto il consumo elettrico per kg lavato nelle condizioni di test europee, che prevedono una media dei lavaggi con modalità diverse. Il consumo per singolo ciclo di lavaggio è invece cresciuto leggermente rispetto al passato, perchè le macchine sono più grandi. Nell'uso casalingo si otterrà reale risparmio o no, rispetto a una lavatrice datata, in relazione alle condizioni d'uso.
Fanno eccezione a questa regola gli ultimissimi modelli A+++ usciti sul mercato: raggiungono consumi elettrici dal 20% al 50% inferiori (ossia sino alla metà!) rispetto al valore di riferimento di questa classe, e di fatto il loro costo di esercizio è pressochè irrisorio. Il risvolto della medaglia è il costo d'acquisto ancora piuttosto alto: una A+++ con ulteriore riduzione di consumo del -20% sta sui 400-500 euro, una -30% costa sui 500-600, le -40% e -50% tipicamente oltre i 600 e più spesso 750 euro ed oltre. Il seguito della discussione si riferirà quindi a lavatrici con caratteristiche ordinarie e - seppur buone ossia A++ e A+++ - non "premium".
Il lavaggio a basse temperature dà in genere risultati migliori con le nuove macchine e se usato con maggior frequenza ridurrà di un poco i consumi, ma il buon sfruttamento della capacità di carico rimane la regola principale per ottenere dei risparmi.

Sul fronte dei possibili risparmi per la sostituzione di vari apparecchi elettrici domestici con prodotti moderni, l'analisi approfondita di misure sul campo provenienti da un'ampia campagna di rilevazione su famiglie inglesi nel 2010-2011, conclude che la priorità va data alla sostituzione di frigoriferi e al settore audio-video-computer, mentre per la lavatrice non risultano sostanziali risparmi.

Oltre ai costi elettrici andrebbero inclusi quelli per il detersivo e gli eventuali altri prodotti normalmente utilizzati (ammorbidente, pre-trattamento macchie, anticalcare, additivi sbiancanti ecc.). In prima approssimazione i costi per il detersivo e gli altri prodotti di consumo sono paragonabili a quelli elettrici. Una lavatrice moderna consumerà meno detersivo a parità di quantitativi lavati. Per semplificare il calcolo del risparmio annuale si possono forse raddoppiare gli importi dei soli risparmi elettrici. Si può comunque concludere che una lavatrice nuova e di buona classe energetica può ripagare, in un arco di tempo di 10 anni, solo una frazione del suo costo di acquisto attraverso i risparmi conseguiti.


Quanto dura una lavatrice?

La vita media delle lavatrici dovrebbe essere attorno ai 12-14 anni, ma sarebbe più giusto ragionare in termini di numero di lavaggi effettuati, perchè è quello che incide sull'usura dei principali organi: motore elettrico, cuscinetti a sfere che reggono il cestello, guarnizioni e altre parti interne in gomma, ammortizzatori, pompa di scarico, resistenza di riscaldamento dell'acqua. Con 220 lavaggi all'anno (valore di riferimento dell'etichetta energetica europea), ossia circa quattro lavaggi a settimana, una lavatrice per uso domestico dovrebbe essere progettata per poter effettuare almeno 3000 lavaggi nel corso della sua vita prima di arrivare a usura completa di qualcuno dei suoi componenti. I produttori sono per lo più restii a fornire cifre al riguardo, tranne poche marche di maggior prestigio e ovviamente con prezzi elevati.

L'effettiva valutazione della durata mostra disparità tra fonti informative diverse, anche perchè seguono metodologie diverse. Una rilevazione statistica tedesca della fine 2004 su un campione di 625 lavatrici portate a un centro di smaltimento evidenzia una curva di vita con durata media di 16 anni: metà delle macchine smantellate sono più giovani di 16 anni, l'altra metà sono più vecchie. L'autore avverte di sottrarre i tempi morti di permanenza in negozio e di conferimento come rifiuto, e stima cautelativamente in 14 anni l'effettiva durata. Un valore simile è fornito da CECED, l'associazione europea dei produttori di elettrodomestici, che nel libro bianco Energy efficiency, a shortcut to Kyoto targets indicano per il 2004 un'età di dismissione media di 12,9 anni.
Diverse analisi riguardanti l'impatto energetico e ambientale - calcolato su tutto il ciclo di vita di una lavatrice: costruzione uso e smaltimento - assumono che la vita utile sia tra i 12 e i 15 anni, con valori di 13-14 anni utilizzati più di frequente.
Va notato che l'analisi dell'età di apparecchi dismessi fornisce una "fotografia datata" della realtà giacchè la sezione a maggior mortalità (dal 20% all'80%) riguarda lavatrici risalenti agli anni 1973-1995.
Una riedizione dello stesso tipo di analisi nel 2013 (non riportata sul grafico) mostra che l'età media di conferimento come rifiuto è passata a 11-12 anni (lavatrici prodotte prevalentemente tra il 1996 e il 2006).

Un'altra campagna di rilevazione europea si basa su circa 2500 interviste presso famiglie nell'anno 2005, in cui si registrava l'età della lavatrice posseduta. L'età al 50% risulta essere di 4 anni, ossia metà delle macchine esistenti e funzionanti non ha ancora raggiunto il 4º compleanno, l'altra metà l'ha superato (e la "fotografia" copre per lo più lavatrici prodotte nel 1997-2005).

I due gruppi di dati (lavatrici funzionanti e lavatrici dismesse) non sono ovviamente confrontabili uno a uno, ma si possono ricavare l'uno dall'altro sotto ragionevoli assunzioni statistiche che includono l'incremento medio annuo del numero di famiglie e delle vendite. Indicativamente l'età media (al 50%) del parco macchine in funzione, se la loro sostituzione fosse motivata solo da usura o guasto, dovrebbe sempre essere circa la metà dell'età (al 50%) di quelle dismesse se non intervenissero altri fattori.

Per giustificare il divario tra le diverse rilevazioni occorre invocare una accelerazione del tasso di ricambio negli ultimi anni. Vari elementi concorrono in questa direzione: incentivi statali per l'acquisto di prodotti energicamente efficienti, costi dei prodotti - in relazione al costo della vita - oggi più contenuti, esosità di eventuali interventi di riparazione che possono indurre alla sostituzione, e il diffuso sentore che molti beni di consumo in passato considerati durevoli non posseggono più questa qualità e che quindi è bene rimpiazzarli dopo pochi anni prima che si guastino.
In tempi recenti si parla della cosiddetta obsolescenza programmata ossia la tendenza a sfornare elettrodomestici progettati per durare "quel tanto che basta" in un'ottica di continuo ricambio. C'è chi anche sulla stampa nazionale si accanisce a gonfiare le cifre invocando risultati di studi e autori inesistenti. L'ultima approfondita analisi dell'Öko-Institut tedesco ridimensiona alquanto il fenomeno, mostrando che l'accorciamento della vita media s'è fermato e la rimanente discrepanza tra l'analisi del 2005 e quella del 2013 (che di fatto coprono lavatrici coeve) è principalmente da ascrivere ad una aumentata inclinazione al rimpiazzo di prodotti ancora funzionanti con altri più "smart" o performanti. Si intravede inoltre e per fortuna una inversione di tendenza. Mentre sino a pochi anni fa gli studi sull'impatto ambientale suggerivano una sostituzione anticipata (in ragione del ridotto consumo dei nuovi elettrodomestici in grado di compensare il maggior onere della fase di smaltimento) oggi la tesi è alquanto discussa mentre nuove valutazioni suggerirebbero la scelta opposta, ossia meglio tenere in uso per una buona parte del ciclo di vita ciò che già si possiede.


Quando conviene sostituire la lavatrice?

Quando è piuttosto vecchia e c'è rischio che "lasci per strada". Un apparecchio giunto a 12 anni o che ha svolto 2000 lavaggi, anche se ancora funzionante, può venir sostituito senza troppi rimpianti. La disponibilità di ricambi originali è in genere assicurata per dieci anni. Oltre questo periodo si possono ancora reperire, ma passati i 12-14 anni di esercizio una riparazione diventa problematica oltre che costosa e non remunerativa, costringendo ad un rimpiazzo affrettato in situazione di emergenza. In questi casi è più difficile incappare in buone occasioni d'acquisto del nuovo.

Conviene ovviamente anticipare la sostituzione nel caso in cui la macchina attuale sia stata e sia sottoposta ad un utilizzo frequente e gravoso. Alcune attività lavorative o ricreative (sport) possono richiedere un ricambio sistematico di indumenti e l'effettuazione di lavaggi particolarmente energici, con un'evidente maggior incidenza sulla bolletta rispetto ad una famiglia normale. In questi casi l'acquisto di una lavatrice della miglior efficienza porta ad un certo sgravio dei costi elettrici che sul lungo periodo ripaga una discreta parte del costo di acquisto.
Altra occasione per un nuovo acquisto è quando la famiglia cresce. Se i figli diventano due (o più) vale la pena di possedere una macchina proporzionata all'uso che se ne farà e che non costringa più ad avviare un ciclo di lavaggio ogni giorno. E come s'è detto i grossi bucati in una macchina di dimensione adeguata - sperabilemte A++ o migliore - producono risparmi abbastanza consistenti.

Per sfornare una nuova lavatrice sono necessarie materie prime e lavorazioni anche pregiate (rame, acciaio, alluminio, magneti, elettronica, ...) mentre lo smaltimento della macchina vecchia implica che verrà smontata separando le varie parti e indirizzandole a ulteriori centri di recupero e trattamento. L'impatto per l'ambiente di queste due fasi (costruzione e recupero) è più significativo per la categoria delle lavatrici che - ad esempio - quella dei frigoriferi.
Il Report Delivering resource efficient products dell'European Environmental Bureau sunteggia in forma accessibile i risultati di uno studio del Joint Research Centre secondo cui è vantaggioso per l'ambiente - in particolare in termini di riscaldamento globale - ritardare la sostituzione, a meno che la nuova lavatrice non abbia consumi decisamente ridotti (almeno -20%) rispetto alla vecchia.
Un comportamento responsabile sta nel giusto mezzo: non attendere oltre ogni limite che l'appareccho abbia fatto il suo corso guastandosi alla fine irreparabilmente, ma neanche volerlo cambiare dopo 6-7 anni solo perchè presenta qualche segno di usura e appare "demodé".


Utilità, ausilï, contatti

Mostra tutti i link a siti e documenti presenti su questa pagina

Translate - Übersetzen Sie - Traduisez-vous - Traduci - Traduzca - Traduza, ... ->


Salvando invece la pagina localmente sul proprio computer (come archivio Web), tutte le parti interattive continueranno a funzionare anche senza connessione a Internet

Condividi questa pagina su:   Facebook   Twitter   Linkedin   oppure segnala via email ad un amico

Scrivi a KiloWattene per informazioni, suggerimenti, correzioni, segnalazioni, richieste

Limitazione di responsabilità
Il team KiloWattene cerca di fornire informazioni il più possibile complete, aggiornate, accurate, e ricavate da fonti ritenute attendibili. Non può peraltro assumersi alcuna responsabilità a tale riguardo, né tantomeno per eventuali errori, omissioni o mancato aggiornamento delle pagine. I contenuti possono inoltre rispecchiare opinioni ed interpretazioni soggettive degli autori riguardo ai temi, i documenti, le fonti citati. Quanto qui presentato non riflette necessariamente le posizioni ufficiali di ENEA e del Comune di Bologna in materia.
Nomi, marchi di fabbrica, immagini e quant'altro presente nelle pagine è a titolo esemplificativo, senza intenzione né di promuovere particolari prodotti o soluzioni, né di contravvenire a limitazioni in ambiti di copyright, informazioni confidenziali, software, segreti di fabbrica, privacy ed altro ancora. Preghiamo di segnalare possibili violazioni affinché si possa procedere alle necessarie rettifiche.
Le pagine sono state testate sui principali Web browser. Non è peraltro fornita alcuna garanzia di buon funzionamento e sulla correttezza delle elaborazioni online.

Creative Commons - alcuni diritti riservati I materiali presenti sul sito KiloWattene sono soggetti a licenza Creative Commons. É possibile copiare e riutilizzare liberamente parti del sito, senza necessità di consenso degli autori, purché sia mantenuta l'attribuzione nel rispetto della licenza.

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2015