KiloWattene-Refrigerazione-FAQ

Quanto contribuisce il frigorifero ai consumi elettrici di un'abitazione?

Si può assumere una percentuale media del 15% sui consumi familiari, circa 400 kWh all'anno.
Questi valori sono sostenuti dai dati riportati qui sotto. I link che compaiono nel testo puntano a ducumenti dai quali sono state estratte o rielaborate le informazioni.

Il frigorifero è in genere l'elettrodomestico che da solo incide di più sulla bolletta elettrica. Per questo KiloWattene include una valutazione specifica del consumo del vostro attuale frigo in base alle sue caratteristiche. Inoltre stima i costi e i tempi di recupero nell'ipotesi di acquisto di un apparecchio nuovo in classe A+ o A++.
KiloWattene per un frigocongelatore tipico di una famiglia (10 anni di vecchiaia, volume complessivo netto di 280 litri) dà ad esempio un consumo di 380 kWh all'anno, in buon accordo con quanto sopra indicato.

Notiamo innanzi tutto che una cosa è la percentuale media dei consumi per abitazione dovuti alla refrigerazione; un'altra è la media del consumo per apparecchio. Questo perchè - sia a livello nazionale che europeo - si valuta che un 38%-45% delle abitazioni ne usino più di uno contemporaneamente: ad es. due frigocongelatori, oppure un frigo e un congelatore.
Le stime più recenti del 2012, basate su su rilevazioni 2009, indicano che la percentuale media europea sui consumi casalinghi è del 14.5%. Per l'Italia, con una media annua di 2800 kWh - 2740 kWh per abitazione, 400 kWh se ne vanno in refrigerazione dei cibi. Un bollettino d'informazione di Hera di fine 2008 riporta invece un 17% per i consumi di refrigerazione. Una statistica nella germania dà un 16% nel 2007.
Dati medi europei meno recenti, su rilevazioni del 2004, non si discostano dai dati attuali: percentuale del 15% sul consumo (per i paesi dell'Europa occidentale) e 437 kWh per apparecchio (ma questa media è estesa ai paesi dell'europa orientale).
Altri dati del 2000, su rilevazioni a campione nelle famiglie italiane, attestano il consumo medio di frigo-congelatori di quel periodo attorno a 500 kWh all'anno.

Le informazioni disponibili indicano che assistiamo a consumo medio familiare per la refrigerazione in leggero calo, ma non quanto l'aumento di efficienza dei modelli sul mercato farebbe sperare. Questo deriva dalla non dismissione dei vecchi frigo, magari tenuti in cantina come "secondario" per l'estate, e anche dal rimpiazzo con nuovi apparecchi più grandi di quelli precedenti, e quindi - benché efficienti - con una effettiva erosione dei possibili risparmi.
Il dato della percentuale sui consumi sembra stabile, ma più complesso da analizzare. Il "paniere dei consumi elettrici" delle famiglie italiane, e anche di altre nazioni, risente infatti dell'ingresso di nuovi apparecchi e tecnologie con effetti complessivi difficilmente quantificabili.


Quanto dura un frigo? Quando è bene cambiarlo?

L'aspettativa di vita senza guasti dei frigoriferi costruiti nelle ultime due decadi è intorno ai 14-18 anni. Vi è consenso su questi valori da parte del DoE americano, di produttori di elettrodomestici, di istituzioni preposte alle valutazioni energetico-ambientali degli effetti dovuti alla dimissione e sostituzione: il Comitato Europea di Normalizzazione dà un stima di 15 anni, uno studio per conto della Commissione Europea 14 anni, un'analisi italiana sugli elettrodomestici dismessi 16 anni.
Non è escluso che un apparecchio possa vivere di più: si riparerà se il guasto è rimediabile (sostituzione di guarnizione, termostato, al massimo l'elettronica o il fluido refrigerante). Non sorprende che l'età di quelli dismessi possa essere di oltre 20 anni. Concorsi per rintracciare il "frigorifero più vecchio ancora in uso" sono stati attivati in svariati paesi col risultato di scoprire che questo elettrodomestico - in rari casi - può raggiungere i 50 anni di vita.
In Europa l'età media dei grandi elettrodomestici in uso nelle abitazioni (frigo, lavatrice, lavapiatti) supera i 13 anni. I frigoriferi sono tra i più longevi e ne consegue che un terzo di essi è in funzione da più di 10 anni.

Da qualche tempo utenti, gruppi ecologisti e organismi istituzionali hanno cominciato a chiedersi se sia il caso di valutare e promuovere azioni di sostituzione precoce.
Gli elementi da considerare sono:

Il ritorno economico per l'acquirente è noto essere il dato critico, perchè i tempi di sostituzione suggeriti per avere il massimo vantaggio energetico ed ecologico sono più brevi di quelli dettati dal portafoglio. Per questo in molti paesi tra cui l'Italia si sono varate misure di incentivazione al ricambio dei frigoriferi.

Quale sia essere il momento più idoneo per operare la sostituzione è ancora un argomento dibattuto. Il maggior accordo degli esperti nel settore pare trovarsi su tempi di sostituzione di 9-10 anni. Uno studio europeo del 2005-2007 considera con circospezione dei tempi più brevi, risultando i vantaggi economici (dipendenti ovviamente da una moltitudine di fattori) esigui o incerti. Un analogo rapporto dell'Università del Michigan del 2004 suggerisce un uso prolungato - prossimo alla durata di vita dell'apparecchio - per minimizzare i costi, mentre in un'ottica di minimo consumo energetico occorrerebbe una sostituzione molto più frequente.
Le passate considerazioni in materia richiederebbero un continuo aggiornamento in linea con i continui incrementi di efficienza, i prezzi di mercato (per ogni determinata classe energetica), i costi della fornitura elettrica, i molteplici termini ecologico-ambientali. Per questo le valutazioni citate che risalgono a diversi anni fa - soprattutto riguardo la convenienza economica - appaiono oggi conservative.
Nell'attuale panoramica di modelli, consumi e costi, un frigo di grandezza media (volume 270-300 litri) con 10 anni di vita è facilmente sostituibile con un A++ equivalente che potrebbe consumare un 40% in meno. Si risparmiano così 35 euro all'anno sulle bollette ossia 230 euro complessivi rispetto alla scelta di mantenere attivo quello vecchio per altri 6-7 anni, cioè sino a fine vita.

Due criteri semplici che, se verificati entrambi, suggeriscono una pronta sostituzione: il frigo vecchio ha più di 10 anni di vita, e il frigo nuovo guadagna due classi energetiche (o più) rispetto al vecchio. Se si possiede un classe A, per quanto vecchio, la sostituzione ha senso se si intende passare ad un A++; è poco giustificata se si pensa di acquistare un A+. Un classe B o peggiore può andare in pensione ben prima del 10º compleanno;.
Nella vostra personale valutazione sul quando sostituire il frigo includete:


Com'è stato possibile nel giro di 20 anni dimezzare il consumo elettrico dei frigoriferi?

Le macchine del freddo funzionano oggi sugli stessi princìpi di quelle di venti anni fa.
La pressione sui produttori - non solo a livello europeo ma internazionale - per immettere sul mercato prodotti più efficienti, gli effetti di globalizzazione e concorrenza con marchi esteri, la messa al bando di modelli inferiori ai requisiti base, la consapevolezza dei consumatori: questi sono tutti elementi che hanno spinto ad una rincorsa virtuosa alla riduzione dei consumi.

Un frigocongelatore da 280 litri del 1990-1995 poteva consumare 500-550 kWh all'anno, uno di qualche anno fa in classe A si attesta sui 330 kWh/anno, un A+ consuma 250 kWh/anno, un A++ solo 180 kWh/anno. Non ci serve nemmeno prendere come riferimento i prodotti "top" per constatare che il consumo si è realmente dimezzato. Il contenimento dei consumi che si è in media verificato risulta di un -4% ogni anno, e non accenna a calare. Questo ha obbligato a riconsiderare le fascie di efficienza energetica come illustrato più sotto.

Gli elementi tecnici che hanno permesso tutto ciò:

La classe energetica A+++ prevede una riduzione di un terzo dei consumi rispetto ai modelli A++ o un dimezzamento rispetto agli A+. Queste prestazioni richiedono un ulteriore ricorso a innovazioni tecnologiche.
Le novità che si prospettano:


Che succede quando il frigo vecchio va nei rifiuti? Non è un danno per l'ambiente?

Cosa occorre sapere in pratica:

Il panorama della filera del riciclo è cambiato negli ultimi anni. Spetta ora ai produttori di elettrodomestici farsi carico dei trattamenti a fine vita dell'apparecchio.
Ad esempio ECODOM (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, il principale tra i "Sistemi Collettivi" nazionali per il trattamento dei RAEE, gestiti da associazioni dei produttori di elettrodomestici) effettua direttamente il riciclo dei frigoriferi, avvalendosi anche di altri consorzi specializzati, svolge azioni di controllo, valuta il bilancio energetico-ambientale delle effettive azioni di recupero, produce rapporti di sostenibilià annuali.
Altri Sistemi Collettivi che trattano frigoriferi sono ERP Italia, Re.Media, EcoLight e Ecoped-Ridomus.
A controllo di tutti i Sistemi Collettivi vi è il Centro di Coordinamento RAEE che attraverso i rapporti annuali di valutazione sulle quantità ritirate e trattate dai RAEE dà un quadro (per ora confortante) di come e quanto funziona tutto il sistema del riciclo in Italia.

È certo che ogni singola dismissione e smaltimento di un frigo ha un bilancio negativo per l'ambiente. La domanda corretta - "quando è bene cambiarlo" affrontata più sopra - forza a chederci se il continuare a usare un elettrodomestico vecchio e poco efficiente non produca complessivamente maggior danno. Soggettivamente tendiamo a dare un peso ecologico maggiore del dovuto all'azione di smaltimento, mentre le analisi degli impatti ambientali mostrano che per un frigo la "fase d'uso", che comporta notevole emissione di CO2 nell'ambiente, pesa assai di più.


Che relazione c'è tra etichetta energetica e consumo?

La classe di efficienza energetica indica quanto il prodotto è parco nei consumi elettrici rispetto a un ipotetico prodotto di riferimento simile come caratteristiche e dimensioni. Il censimento dei modelli da cui si è prodotto questo termine di paragone risale purtroppo al 1992. La scala originale della direttiva europea 94/2/EC comprendeva 7 classi, dalla A alla G. Nel giro di pochi anni le migliorie tecnologiche hanno portato a una riduzione dei consumi con concentrazione degli apparecchi nella classe A, da cui la necessità di ampliare la scala introducendo con la direttiva 2003/66/EC due nuove classi: A+ e A++.
Ciò non è bastato, per cui un'ulteriore revisione (regolamento C/2010/6481 delegato alla Commissione europea) estende ora la gamma alla classe A+++ ed elimina le E, F e G perchè ormai obsolete. Ciò ha portato a un nuovo disegno dell'etichetta energetica.
Vediamo alcune delle differenze:

Vecchia etichetta sino al 2011: classi energetiche, indici efficienza (consumo), colori
Classe A++A+ABCDEFG
Consumo < 30< 42< 55< 75< 90< 100< 110< 125oltre
 
Nuova etichetta dal 2011: classi energetiche, indici efficienza (consumo), colori
ClasseA+++A++A+ABCDEFG
Consumo< 22< 30< 42< 55< 75< 90< 100non più esistenti
Nota: i valori di consumo per ogni classe restano immutati, cambia l'associazione classe-colore. La vecchia etichetta usa invece un unico colore per A, A+, A++.

Per vedere come funziona l'assegnazione della classe energetica occorre fare un esempio. Prendiamo un frigocongelatore di 280 litri (210 di frigo e 70 di congelatore). Per prima cosa si determina il "volume equivalente" che pesa ognuno dei due vani in base alla temperatura. La parte congelatore - essendo molto più fredda della parte frigo - conta di più: 2.15 volte il suo volume. Veq = 210 + 2.15×70 = 361 litri. Questo valore si applica alla formula europea del 1992 che dà il consumo annuale in kWh di un apparecchio in classe D. Consumo Classe D = 303 + 0.777×Veq = 303 + 0.777×361 = 583 kWh/anno. Supponiamo di voler acquistare un frigocongelatore di 280 litri in classe A++. La classe A++, secondo la direttiva europea, deve avere un consumo minore o uguale al 30% di quello di una classe D. Quindi il consumo massimo A++ = 30 × 583 / 100 = 175 kWh/anno. Vi possono essere anche ulteriori piccoli termini correttivi (+10%) che qui trascuriamo.
Se si vanno a vedere i consumi di reali apparecchi, ad esempio i modelli medio piccoli di 265-290 litri elencati su EuroTopten, si riscontrano valori analoghi, tra 185 e 200 kWh/anno.

Attenzione a non autoingannarsi pensando che un apparecchio nuovo ed efficiente (A+ o A++) cosumerà comunque poco, e che quindi si può tranquillamente eccedere col volume. Come si è visto dall'esempio il consumo va in realtà di pari passo col volume. I grandi frigo all'americana possono consumare da 370 kWh a 450 kWh all'anno pur se in alta fascia di efficienza, vanificando altre azioni di risparmio energetico. L'etichetta di qualità ecologica tedesca "Der Blaue Engel" ha incluso tra i parametri da rispettare un consumo massimo entro i 230 kWh/anno, valore che allo stato attuale può essere soddisfatto da frigocongelatori sino a 360-380 litri complessivi.

KiloWattene è preimpostato per effettuare automaticamente il calcolo del consumo elettrico del vostro frigorifero (in base ai dati che si hanno a disposizione) e di quello di un apparecchio nuovo in classe A+.


In quanto tempo si ripaga un frigo ad alta efficienza?

Il tempo di ammortamento è in sostanza la durata di utilizzo del nuovo apparecchio affinchè i risparmi conseguiti sulle bollette - dovute alla riduzione di consumo tra frigo vecchio e nuovo - arrivino a pareggiare il costo di acquisto dell'apparecchio.
Questo tempo dipende da quattro fattori: quanto consuma il frigo attuale, di quanto si riduce il consumo passando ad un modello A+ o A++ e, non ultimo, il costo di acquisto del nuovo. Conta anche il costo a kWh della fornitura elettrica che, com'è noto, cambia con la fascia di consumo. Nella tabella di stima che segue si è determinato, in base all'importo medio delle bollette bimestrali, il valore reale del costo per kWh (media su un anno dei prezzi delle tariffe nazionali nel 2º, 3º, 4º trimestre 2014 e 1º trimestre 2015 per il regime domestico di "maggior tutela" D2, potenza impegnata 3kW, IVA compresa).
La tabella interattiva qui sotto permette di effettuare un calcolo personalizzato per la sostituzione di un frigocongelatore.

Il primo dato richiesto è il consumo attuale mensile.
In assenza di rilevazioni reali con uno strumento di misura si può comunque riutilizzare il valore di consumo mensile della sezione di calcoli consumi refrigerazione del foglio Excel KiloWattene, introducendo in essa quanti più dati si hanno a disposizione: classe energetica (se nota), volume interno o altezza dell'apparecchio, anno di acquisto.
Meglio ancora se si ha il dato di consumo annuale dichiarato dal produttore sul libretto. Volendo evitare di usare il foglio Excel (che considera anche le perdite di efficienza dovute all'invecchiamento) dividere il consumo annuale per 10 anzichè per 12 per stimare il consumo mensile. Viene così un valore mensile un po' più alto, assai prossimo al dato reale per apparecchi con 15-20 anni di vita che hanno perso parte della loro efficienza iniziale.

Nella tabella che segue, riguardante l'ipotesi di sostituzione di un frigocongelatore, riportare quindi per la voce Consumo stimato il valore ottenuto da una misura reale, o quello fornito da KiloWattene o il dato ricavato dalle informazioni del produttore. Indicativamente un frigocongelatore da 280 litri interni con 10 anni di vita può consumare sui 35-40 kWh/mese. Ben che vada si starà sui 30 kWh/mese se il vecchio apparecchio è già in classe A. Un apparecchio di 15 anni consumerà invece intorno ai 45 kWh/mese.
Il pulsante nella prima cella permette di avviare una breve procedura interattiva che riprone il calcolo del consumo stimato da KiloWattene.
Si può arrivare a sapere il consumo del vecchio apparecchio, anche sapendo solo marca e modello (che si ricavano dall'adesivo interno argentato, come spiegato poco oltre). La società no-profit co2online, che opera col sostegno del Ministero dell'Ambiente tedesco, permette di recuperare immediatamente via Internet il consumo del vostro vecchio frigo, estraendolo da un archivio con tutti i modelli dei produttori europei degli ultimi 15 anni. Il servizio è gratuito.

Per velocizzare il risultato, se non si ha sottomano il prezzo e il consumo di un preciso apparecchio che si intende acquistare, inserire invece un volume interno (almeno un valore indicativo) della fascia di apparecchi idonei alle vostre esigenze familiari.

Questi due dati sono già sufficienti per generare una prima stima del tempo di ammortamento del costo di acquisto del nuovo frigo, in base ad una media dei prezzi di mercato e dei consumi tipici di apparecchi correnti. Cliccando su Prezzo reale o stima la valutazione è effettuata alternativamente sia per l'acquisto di un A+ che un A++.
Per una valutazione più attendibile occorerà perfezionare introducendo i dati reali di costo di acquisto e consumo annuo dei modelli visti in negozio.
Altrettanto importante è indicare, in "bollette attuali ... €/bimestre", il vostro reale importo medio delle bollette. Ciò permette di risalire al costo reale del kWh, il che ha discreta influenza sulla valutazione del tempo di ammortamento.

Consumo stimato
vecchio frigo
[kWh/mese]
Marca/modello
Nuovo frigo
(promemoria)
Consumo
Nuovo frigo
(opzionale)
[kWh/anno]
Volume interno
complessivo
Nuovo frigo
[litri]
Prezzo visto
in negozio
(opzionale)
[€]
Adatto per
famiglia di
[n. persone]
Prezzo
reale o stima

[€]
Risparmio [€/anno]
(bollette attuali €/2 mesi)
Tempo di recupero costo

In genere i tempi di rientro ricadono tra 6 e 10-12 anni. Benchè non siano brevi è comunque bene sapere che l'investimento nell'acquisto viene progressivamente ripagato, soprattutto se si va a sostituire un frigo già piuttosto vecchio e poco efficiente.
Attenzione però a stare "giusti" con la grandezza del nuovo modello, perchè il ritorno economico può ridursi considerevolmente.


Quanto è affidabile la stima sul consumo del frigo fornita da KiloWattene?

Dipende dai dati che si hanno a disposizione.

Nel caso migliore - conoscendo la classe energetica, il volume interno utile (non quello lordo, ma il dato dell'etichetta energetica sommando assieme, nel caso di frigocongelatori, il vano frigo e il freezer) e l'anno di acquisto - il consumo elettrico può essere stimato con un 10% di errore o anche meglio. Questo ovviamente in condizioni d'uso normali: collocazione dell'apparecchio corretto (lontano da termosifone, forno e fornelli), regolazione ragionevole della temperatura interna, rispetto delle norme di buon uso (evitando lunghe aperture della porta, l'introduzione di cibi caldi, freezer non ricoperto dal ghiaccio, ecc.).
Suggerimento: all'interno dell'apparecchio, spesso in posizione nascosta (ad esempio sfilando il cassetto verdure) compare un'adesivo argentato che può riportare i dati salienti. Un servizio del sito co2online, del Ministero federale dell'Ambiente tedesco, permette di consultare gratuitamente e senza registrazione un archivio storico europeo dei consumi di frigoriferi che vi restituirà il consumo reale e attendibile del vostro attuale apparecchio una volta inseriti marca e modello, senza che dobbiate ricorrere ad una misura con uno strumento. Errore 0%.

Se si hanno informazioni più vaghe - ad esempio solo le dimensioni esterne e l'anno di acquisto - non è possibile dare una valutazione più accurata di un 25-30%. Questo perchè nel calcolo del consumo l'efficienza dell'apparecchio sarà assunta come pari all'efficienza media degli apparecchi di quell'anno. Le differenze di efficienza tra un modello e l'altro possono oscillare di un ±20%. Inoltre la deduzione del volume interno dalle sole dimensioni esterne produce un'ulteriore indeterminazione.

Va ricordato che i consumi reali presentano variazioni stagionali. Il frigo, grazie al termostato, mantiene una temperatura costante al suo interno in tutte le stagioni, invece la temperatura ambiente in estate è più alta che in inverno. Le dispersioni termiche (e il consumo elettrico necessario per mantenere il freddo) sono in relazione con la differenza di temperatura tra superficie esterna e interna delle pareti del frigo. da ciò deriva il maggior consumo estivo. Il valore di consumo fornito da KiloWattene è quello medio nel corso dell'anno.

KiloWattene considera nella valutazione del consumo anche gli effetti di progressivo deterioramento degli isolanti. In un apparecchio molto vecchio il consumo può risultare di un 20% maggiore di quello che aveva da nuovo.


Ha senso l'acquisto di un frigo in classe A++ anziche uno più economico A+?

Un frigocongelatore A++ costa in media un 40%-45% in più che un modello A+ di analoghe caratteristiche. D'altronde un A++ ha consumo elettrico minore di un A+. In un arco di tempo di 10 anni si risparmia (sempre rispetto a un A+) un importo complessivo sulle bollette attorno ai 150 euro per modelli di 280 litri.
Un A++ potrebbe avere altre qualità visibili o nascoste (miglior regolazione della temperatura, minor rumore, organizzazione interna degli spazi, "tenuta" del freddo se va via la corrente,...) con un valore aggiunto. Buon senso vorrebbe che un modello A++ è un buon acquisto finchè l'esborso in più si attesta entro o non molto oltre i 200 euro.

Il sito EuroTopten Italia, canale di informazione indipendente e sopra le parti che elenca i migliori prodotti in termini di efficienza energetica, propone una decina di modelli A++ di 300-320 litri (volume interno netto complessivo) in una fascia di prezzo attorno ai 750-800 euro.
Una piccola ricerca nei negozi permetterà di trovare prezzi talvolta vistosamente più bassi (promozioni, rinnovo scorte, sconti su fine serie) che nulla tolgono alla qualità. Realisticamente con 600-700 euro si può portare a casa un A++ anche un po' più grande del frigo vecchio contro, i 400-500 euro di un modello A+.
In breve il maggior costo di un A++ è riassorbito quasi del tutto dal risparmio in bolletta.

Teniamo presente che nel 2011 sono in circolazione i primi frigo A+++ (con tre "più"). Pertanto la classe A++ rientra ormai nella normale produzione e non richiede speciali soluzioni tecnologiche che ne giustifichino un prezzo particolarmente alto.

KiloWattene - come già ricordato - include la stima dei tempi di ammortamento per la sostituzione del vostro attuale frigo con modelli sia A+ che A++.


C'è un marchio ecologico per i frigoriferi?

Risposta breve: sì, ma a tutt'oggi non esistono frigoriferi col marchio Ecolabel europeo.
Altre etichette o loghi "eco-qualcosa" di invenzione dei singoli fabbricanti hanno solo valore di buon intento e non rispecchiano il rispetto di alcun parametro definito di eco-compatibilità. Etichette nazionali in vigore nei singoli stati (ad esempio Nordic Ecolabel, NF Environment, ecc.) non contemplano ancora dei criteri per i frigoriferi, oppure dove siano stati emanati (The Blue Angel) non si registrano prodotti che li soddisfano.

L'etichetta ecologica europea Ecolabel prevede un'apposita classe per i frigoriferi (così come già avviene per lampadine, lavatrici e altri elettrodomestici) e i requisiti di massima che devono essere soddisfatti per l'assegnazione. La brochure informativa Ecolabel illustra brevemente il quadro dei criteri specifici.
L'opuscolo ENEA "L'etichetta energetica" evidenzia come il logo Ecolabel vada integrato all'interno dell'etichetta stessa.
(N.B.: la pagina Ecolabel - Angolo del consumatore - Frigoriferi dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è invece obsoleta)

Perchè allora non ci sono frigoriferi Ecolabel? Al contrario di quanto lasciano intendere le informazioni propagandate ciò avviene non per insufficiente qualità dei prodotti, ma perchè i requisiti che andranno rispettati non sono stati ancora finalizzati e resi pubblici. Come è già avvenuto per altre categorie di prodotti Ecolabel, durante la lunga fase di negoziazione con i produttori, i criteri di selettività che erano stati inizialmente fissati sulla base dei dati di mercato si sono dimostrati troppo laschi (vedi Conditions of Development of a Product Ecolabel) e richiedono dunque un'ulteriore revisione.

Il suggerimento finale allo stato attuale è di non dare troppo credito a qualsiasi dichiarazione di ecologicità.


Cosa guardare al momento dell'acquisto?

Per prima cosa verificare lo spazio disponibile in cucina (larghezza, altezza, profondità). Considerare il verso di apertura dello sportello: la maggioranza dei modelli permette l'inversione tranne gli "old style" bombati, tornati di moda negli ultimi due anni, che vanno ordinati da subito col verso di apertura richiesto.

Nel seguito si considera principalmente l'acquisto di un frigocongelatore, che è la tipologia più comune. L'alternativa di dotarsi di due apparecchi distinti - un frigorifero + un congelatore - si giustifica in genere solo per famiglie numerose o se si è abituati a produrre grandi "lotti" di preparazioni culinarie da consumare su lunghi intervalli di tempo. In termini di consumi elettrici, a parità di volume complessivo delle due soluzioni e di classe energetica degli apparecchi, non vi è grande differenza.

Valutare attentamente se è veramente il caso di comprare - o ricomprare - un tipo da incasso.
Questi modelli possono costare un po' meno, ma occorre la "vestizione" coordinata con la cucina che verrà sui 150 euro. Gli incassabili sacrificano facilità d'uso, di pulizia, la capienza interna (a parità di spazio esterno occupato), l'accessibilità (sedendo il frigo sopra lo zoccolo della cucina, la parte alta risulta scomoda da raggiungere) a vantaggio di puri fini estetici.
Un frigo a vista fa pur sempre la sua figura, si può ricollocare facilmente in un altro punto (doveste mai riconfigurare la cucina), agevola la manutenzione e gli interventi tecnici (da scongiurare, ma imprevedibili), si possono usare magneti per appendere liste della spesa, promemoria, cartoline, foto di familiari e amici,...

La capienza interna utile complessiva è il parametro principale che guida la scelta. Deve soddisfare i bisogni familiari senza cadere in eccessi. Vanno evitati i due estremi: un volume esuberante vuol dire un frigo che consumerà di più pur rimanendo mezzo vuoto, mentre stipare all'inverosimile un apparecchio di grandezza insufficiente compromette il raffreddamento e la buona conservazione dei cibi. Un riempimento a due terzi è normale, se non addirittura ottimale.
Indicativamente un frigocongelatore sarà da 140 litri utili complessivi per 1 persona, 200 litri per 2 persone, 270 litri per 3 persone, 350 litri per 4 persone, 430 litri per 5 persone. In realtà le "pezzature" disponibili sul mercato non sempre corrispondono all'esigenza. Si trovano modelli sottoripiano (115-140 litri), quelli inseribili sotto-pensili (210-240 litri), a tutta altezza (260-360 litri, ma anche sino a 420 litri), all'americana (470-600 litri).

Controllare, sia nei negozi che sui siti Internet, che il dato di volume indicato sia quello utile e non quello lordo. Ovviamente il volume lordo (cioè senza sottrarre lo scarto data dall'inserimento di ripiani, balconcini e cassetti) è maggiore di quello netto. Propagandare il lordo è un trucco per far credere il prodotto più grande di quello che è. I negozi hanno l'obbligo di esporre l'etichetta europea che indica il volume utile. Sui siti Internet dei produttori i cataloghi generali in formato pdf compendiano nelle ultime pagine i dati tecnici inclusi i volumi netti.

La disposizione dei due reparti - frigo e congelatore - sarà: col freezer in alto senza cassetti (per i modelli sottopensile ma anche per alcuni di quelli più grandi), col freezer in basso suddiviso in tre cassetti (nei modelli ad altezza d'uomo: 180-200 cm), con freezer e frigo affiancati (nei modelli all'americana). Si riscontra che la spartizione di volumi tra vano frigo e freezer varia notevolmente col disegno dell'apparecchio: la capienza del freezer va da un terzo alla metà di quella del reparto frigo. Se si usa alquanto lo spazio freezer servirà un modello a cassetti, se invece il freezer lo si usa poco è meglio la disposizione con questo vano in alto perchè risulterà più piccolo e darà più spazio utile al frigo.

Alcune opzioni - più o meno di serie - possono essere utili o aiutano a sfruttare meglio l'apparecchio; altre sono semplici gadget o particolari styling e scelte di colori per invogliare all'acquisto. In genere maggior scelta di finiture esterne e/o accessori fa lievitare il prezzo.
I ripiani in vetro sono una bella cosa perchè trattengono i liqudi in caso di versamento, reggono bene i pesi, si puliscono facilmente e mantengono una qualche gradazione di temperature diverse nelle varie zone del reparto frigo, cosicchè ogni prodotto può trovare la collocazione ottimale.
Una buona e facile regolazione in altezza dei ripiani - oltre all'immancabile ripiano "spezzabile" - aiuta a collocare cibi voluminosi, intere pentole, brocche e bottiglie. Idem per i balconcini spostabili che dovrebbero potersi adattare alla varietà di bottiglie cartoni barattoli e boccette.
Il no-frost è spesso presente. Più utile nel vano freezer, perchè ci libera dagli scongelamenti manuali e mantiene sempre alta l'efficienza. Meno indicato nella zona frigo visto che può tendere a disidratare e a far appassire precocemente frutta e verdura.
I modelli bi-compressore sono dotati di due circuiti del freddo indipendenti per frigo e freezer, e si ritrovano su apparecchi di fascia medio-alta. Si stanno però recentemente affermando dei monocompressore in grado di alimentare due circuiti del freddo indipendenti in parallelo, permettendo la regolaziona separata delle temperature di frigo e freezer. Indubbio vantaggio e ulteriore risparmio elettrico quando si va in vacanza. Il compressore singolo porta a un miglior sfruttamento dei materiali impiegati e al contenimento del costo di acquisto senza rinunciare alla versatilità.
L'opzione "super-freddo" aiuta a congelare o ridare un colpo di freddo ai surgelati appena arrivati a casa. Se è con durata pre programmata non occorerà ricordarsi di disinserirla.
Alcuni apparecchi hanno contenitori ghiaccio integrati nella maniglia dei cassetti freezer, non particolarmente capienti, ma non rubano spazio, risultano comodi ed efficaci, non incrementano la frequenza degli sbrinamenti (come avviene invece con i contenitori ghiaccio aperti).

Variabile è l'effettiva utilità di elettroniche super raffinate, display digitale delle temperature, allarme porte aperte, illuminazione a LED, ecc. ecc.
I sistemi di controllo odori e antibatterici con superfici interne o guarnizioni trattate a ioni d'argento hanno avuto valutazioni controverse, come indicato da studi del 2008 e 2009, e non sono ammessi da Blue Angel. Inoltre più spesso i germi si sviluppano dall'interno dei cibi stessi, non vengono dal frigo.


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Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2011