KiloWattene - Efficienze dei sistemi di cottura
Confronto di tecnologie per cottura e riscaldamento cibi in ambito domestico
Valutazioni dei consumi energetici, del consumo di energia primaria, delle emissioni di CO2

 

Abstract

La presente analisi confronta tredici rilevazioni internazionali sull'efficienza energetica di sistemi di cottura casalinghi tra cui: fornelli a gas, piastre in vetroceramica e a induzione, riscaldatori elettrici tradizionali. Le procedure di test e la definizione stessa di efficienza sono riviste criticamente evidenziando le specificità che portano a stime contrastanti. Le medie dei dati raccolti permettono di stimare gli impatti energetico-ambientali prodotti dalle diverse tecnologie di cottura, i costi annui di esercizio, le emissioni di CO2


Le tipologie

Gli apparecchi per la cottura e il riscaldamento dei cibi potenzialmente disponibili per l'ambito domestico si possono sommariamente suddividere in:

Gli apparecchi qui analizzati sono solo quelli per la cottura tradizionale e/o per bollire l'acqua.
L'interesse è dovuto al fatto che non vi sono ancora norme europee di classificazione dei consumi, e più in generale la resa energetica non è considerata da gran parte delle normative extraeuropee. Ciò porta i produttori a enfatizzare altre specificità dei loro prodotti o - peggio ancora - propagandare prestazioni e rendimenti che non sono facilmente verificabili e che potrebbero risultare non veritieri.
Non vengono trattati qui i forni perchè già sottoposti a etichettatura energetica UE.


Le tecnologie

I piani di cottura in senso lato comprendono:

Le tecnologie ausiliarie sono selezionate in base alla capacità di produrre localmente e rapidamente acqua calda per uso culinario:


Metodologie di analisi energetica

Gli apparecchi per la cottura ad energia elettrica, così come i fornelli a gas, possono essere confrontati a parità di prestazioni finali, ad esempio misurando l'energia consumata per portare ad ebollizione una quantità prefissata d'acqua. Alcune procedure - ad es. quella adottata dal Department of Energy americano (DOE) e avvallata dal National Institute of Standards and Technology (NIST), così come quella dell'American Society for Testing and Materials (ASTM), ecc. - mirano a determinare un fattore di efficienza, ossia il rapporto tra energia utile, che si rende disponibile per la cottura, e quella consumata alla presa dell'utente.
La misura del consumo energetico è pressochè immediata per gli apparecchi elettrici. Riguardo quelli funzionanti a gas, occorre conoscere il valore del potere calorifico inferiore per unità di volume normalizzato, oltre ovviamente i metri cubi consumati nel corso della prova.

Apparecchi a gas

Per prima cosa occorre controllare, nel paragone di test di apparecchi a gas, se l'energia consumata è riferita effettivamente al potere calorifico inferiore (PCI) o a quello superiore (PCS), che è di un 10% più alto.
Convenzioni e norme cambiano da paese a paese. In Italia e nell'Unione europea il consumo e l'efficienza di apparecchi a gas (riscaldamento, scaldabagni,...) è più spesso riferito al PCI. Da ciò derivano valori di efficienza, per apparecchi come le caldaie a condensazione, al di sopra del 100%, perché sfruttano il calore del vapor d'acqua generato nella combustione, che non è incluso nel PCI.
Nelle applicazioni con temperature di lavoro normalmente maggiori di 100 °C non è in pratica possibile estrarre e sfruttare tale calore residuo, come evidentemente è il caso per i fornelli. La scelta del PCI appare corretta in quest'ambito, così come viene già fatto per gli impianti di generazione elettrica. È invece più giusto riferirsi al PCS per tutte le applicazioni a temperatura inferiore come riscaldamento degli edifici e generazione di acqua calda sanitaria.
Nei paesi extraeuropei il valore di riferimento può essere l'uno o l'altro. Negli USA e a Hong Kong viene usato il PCS anche per i fornelli, in Cina si usa il PCI. L'Inghilterra in origine allineata con gli States (PCS), per alcune misure sta passando al PCI.
http://en.wikipedia.org/wiki/Heat_of_combustion
http://www.ecoheater.org/lot20/open_docs/BIO_EuP_ENER_Lot20_Task1_v1.pdf#page=46
http://www1.eere.energy.gov/buildings/appliance_standards/residential/pdfs/krtp1003.pdf#page=8
http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:gJE6m02-Uf4J:exostep.com/newsfiles/gas_rate.doc%3FphpMyAdmin%3Dnp2K1F11E4hWgaWmUqSBK4V0msf
http://efficient-products.defra.gov.uk/spm/download/document/id/692 (pag.3)
http://www.towngas.com/sustainabilityRpt/2008/eng/environmental-green.html

La norma EN 30-2-1:1998 europea prescrive (stranamente) la determinazione dell'efficienza dei fornelli a gas a fiamma libera in base al potere calorifico superiore. Invece la EFCEM (European Federation of Catering Equipment Manufacturers) ha fissato uno standard di efficienza dei fornelli a gas che si basa sul PCI.
http://www.cea.ie/download/?guid=1d99eacc-3af6-4147-909d-78c76c1ee902 ottobre 2009. pag. 17 e seguenti
La messa a punto del quadro di riferimento europeo sull'Ecodesign dovrebbe produrre entro breve termine anche una normativa definitiva in base alla quale definire univocamente l'efficienza e l'impatto ambientale degli apparecchi di cottura, per i quali la fase d'uso pesa sino ad oltre il 95% per gran parte degli eco-parametri di valutazione.
http://www.ecocooking.org/

Apparecchi elettrici

Per le apparecchiature elettriche, l'efficienza è definita in base all'energia elettrica consumata localmente. Anche qui in linea di principio potrebbero essere adottati altri criteri per la definizione di efficienza. I più recenti scaldabagni casalinghi a pompa di calore hanno un'efficienza, riferita all'input elettrico, attorno al 250%: un valore apparentemente "assurdo" che si spiega col fatto che in questo caso l'energia elettrica è utilizzata per attivare un ciclo termodinamico, che sottrae il calore dall'ambiente (interno o esterno) e lo convoglia al serbatoio di accumulo, moltiplicando di fatto l'energia.
Tutto ciò è detto per sottolineare che l'efficienza è in fondo un concetto relativo.

Efficienza ed efficacia

I due termini efficienza ed efficacia vengono spesso confusi e scambiati l'un l'altro. Più spesso si parla di efficienza includendo inavvertitamente termini o effetti che rientrano nella sfera dell'efficacia. L'efficienza è ben definita in ambito tecnico-scientifico come rapporto tra due grandezze output/input, ovvero risultati/risorse. Ovviamente (come visto sopra) occorre che ci sia accordo unanime su ciò che viene preso come risultato e come risorsa.
Il mondo anglosassone usa i temini "efficiency" (efficienza), "efficacy" (efficacia, buon risultato), e anche "effectiveness" (grossomodo produttività).
http://www.differencebetween.net/business/difference-between-efficiency-and-effectiveness/

Un esempio concreto aiuterà a capire le differenze. Per preparare una tisana o un té noi possiamo utilizzare un bollitore elettrico d'annata (che può non avere la funzione di auto-spegnimento), o uno più moderno (che si spegne non appena arriva al bollore), o un "eco bollitore" (che dosa con precisione la quantità d'acqua occorrente e si spegne da solo).
L'efficienza elettrica dei tre apparecchi è più o meno la stessa, poichè richiedono la stessa elettricità per portare a bollore uno stesso quantitativo d'acqua. Ma nell'uso reale il secondo apparecchio e il terzo riducono alquanto i possibili sprechi, quindi avranno una maggior efficacia nel buon sfruttamento dell'energia elettrica.

Altro esempio: cuocere una pietanza in pentola a pressione su un fornello a gas con efficienza 40%, ma dimezzando tempo ed energia rispetto alla cottura tradizionale, darebbe uguale consumo energetico di un induzione con efficienza 80% senza pentola a pressione. Le differenze di efficienza sono annullate da analoghe differenze di efficacia.

Il buon utilizzo - ossia l'aumento di efficacia - è considerato, dagli organismi australiani preposti alle politiche di efficienza energetica, il fattore più importante per la riduzione dei consumi nella cottura. In base a questo e alla modesta incidenza nei consumi elettrici casalinghi, essi affermano che non vale la pena di fissare requisiti minimi di efficienza o di elaborare classi di consumo per i fornelli. Il Department of Energy americano ha invece pubblicato nel 2009 un regolamento definitivo - con motivazioni parzialmente simili a quelle australiane - secondo cui non si procederà all'analisi e alla definizione di criteri energetici per i piani di cottura.
http://www.energyrating.gov.au/library/pubs/200203-cookers.pdf Febbraio 2002
http://www1.eere.energy.gov/buildings/appliance_standards/residential/cooking_products.html Marzo 2010
Sta di fatto che lo stile personale di cottura (slegato da qualsiasi obiettivo di risparmio energetico) pare in media incidere sui consumi per un 11%. La quota parte di consumo su cui può intervenire l'utente, a parità di risultato finale, è attorno al 25%.
http://scholar.lib.vt.edu/theses/available/etd-119142139711101/unrestricted/edemerch.etd.pdf Aprile 1997
L'impiego di sistemi di feedback in tempo reale, che indichino visivamente la potenza e i consumi dei fornelli, può portare a risparmi energetici medi del 15% nel normale uso quotidiano.
http://openenergymonitor.org/emon/sites/default/files/Energy%20indicators.pdf Settembre 2003

Nella trattazione a seguire non è quasi mai possibile scindere gli effetti dovuti a efficienza e a efficacia. L'efficienza sarà da intendersi più spesso in un senso lato (e inappropriato) che include termini di efficacia.
I risultati finali della presente relazione assegnano pertanto un vantaggio alla tecnologia a induzione, dandole un valore di efficienza più alto di quello reale ottenuto dalle sole prove di laboratorio.

Variabili che incidono sull'efficienza

Benchè non immediatamente evidente, l'efficienza per i fornelli è influenzata da molti elementi della procedura di prova adottata. Per ora non vi è alcuna unanimità su quale debba essere il protocollo più corretto (ammesso che ve ne sia uno) per confrontare apparecchi diversi o intere famiglie di apparecchi tra loro e concludere che la tecnologia X in media fa risparmiare energia rispetto alla tecnologia Y.
Tra i fattori che incidono sul risultato un test di efficienza vi sono come minimo:

  1. quantità di "prodotto" che deve essere riscaldato e/o cotto in un'unica soluzione
  2. temperatura iniziale e finale del campione riscaldato, temperatura dell'ambiente circostante
  3. dimensione e tipo del contenitore (pentola) da adottare; inclusione o esclusione del calore accumulato nel contenitore
  4. tempo e/o potenza utilizzata durante il riscaldamento
  5. eventuale preriscaldamento della sorgente di calore prima dell'inizio della prova (contemplato da EN 30 e ASTM F 1521-03, non contemplato dalla procedura DOE)
  6. inclusione o no nel termine di efficienza delle inevitabili perdite (calore che sfugge dalle pareti e dal coperchio del contenitore, evaporazione dell'acqua, ecc. e che in linea di principio sarebbe da considerare come calore utile prodotto dalla sorgente, anche se non sfruttabile)

La quantità di prodotto riscaldato ha la maggior influenza sulla determinazione dell'efficienza: sino ad oltre un ±10%, come si vedrà tra breve.
Gli altri parametri - anche a parità di liquido - possono produrre ulteriori variazioni di efficienze di un 6-7%.

Per ottenere i migliori risultati il recipiente deve accoppiarsi bene con la sorgente di calore: stesso diametro della sorgente riscaldante per piastre e piani di cottura, ~2.5 volte il diametro per fornelli a gas. Materiale, peso e finitura esteriore contribuiscono anche loro al valore finale di efficienza. Speciali pentole con fondo alettato possono incrementare la superficie lambita dalla fiamma, migliorando il trasferimento di calore - e quindi l'efficienza - per il gas, ma non verranno qui considerate.
http://www.eneron.us/steamer.html
La durata (intervallo di tempo continuativo su cui si protrae la prova) e le temperature medie utilizzate hanno una discreta influenza, a parità di altri fattori.
Come si vedrà nel seguito, le varie famiglie di apparecchi cadono tutte in un intervallo di valori medi di efficienza - per il riscaldamento di 2 litri d'acqua, qui assunto come quantità standard - che va da un 40-45% ad un 80-85%.
Il confronto uno a uno di valori provenienti da fonti informative eterogenee può essere quindi alquanto fuorviante.

In generale si possono applicare regole empiriche: una quantità eccessiva da riscaldare - in rapporto alla potenza della sorgente di calore - si ripercuote in scarsa efficienza e tempi di produzione troppo lunghi. Esempio banale: cuocere la pasta con un fornellino da campeggio. Succede anche il contrario: dei quantitativi esigui rispetto al contenitore produrranno inutile riscaldamento di una troppo capiente pentola che assorbirà parte del calore altrimenti utilizzabile. Anche un contenitore troppo piccolo produce inefficienze, sia se è posto su piastre elettriche più grandi della base, sia su fornelli a gas dove la fiamma lambirà le pareti e non potrà rendere al meglio.

Empiricamente si constata che 15 minuti aggiunti alla durata di una prova - a parità di quantitativo riscaldato e risultato finale, e quindi variando solo la potenza - si ripercuotono in una riduzione dell'efficienza finale di un 5%. Il protocollo DOE per il calcolo dell'efficienza prescrive una prima fase di riscaldamento veloce alla massima potenza, seguito da 15 minuti con potenza ridotta a 1/4 della massima. È quindi intrinseco a questa procedura di test una stima di efficienze più basse rispetto ad altri tipi di prove quantitative effettuate più rapidamente.

Limitandosi alle tradizionali piastre elettriche, un accumulo di calore nella piastra può essere osservato sperimentalmente, ed è equivalente a riscaldare 0.25-0.40 litri d'acqua aggiuntivi (valore variabile in relazione a tipo, diametro e spessore dell'elemento riscaldante). Tale calore, che viene di fatto perso, porta ad avere efficienze diverse: minori per le piccole quantità di liquido e viceversa.

Il paragone tra una piastra e un bollitore elettrico (in cui l'accumulo di calore è trascurabile) per quanto riguarda l'energia spesa da ciascuno per riscaldare una quantità prefissata di liquido, mostra che l'efficienza differenziale (l'energia aggiuntiva necessaria a riscaldare un quantitativo aggiuntivo di liquido) è simile per entrambi. La differenza principale tra i due sistemi è il calore fisso residuo nella piastra, che non può essere sfruttato. Sul grafico questo sarebbe l'intercetta sull'asse y delle curve qualora prolungate in tale direzione: grossolanamente meno di 50 Wh per la piastra e meno di 10 Wh per il bollitore.
In sintesi la piastra risulta meno efficiente non tanto perchè perde calore durante il riscaldamento, ma perchè ne trattiene un quantitativo costante nel metallo, esibendo così un'efficienza estremamente bassa per piccoli volumi riscaldati: per 1 tazza di liquido (235 ml) l'efficienza complessiva è meno di metà di quella del bollitore.
http://blog.plotwatt.com/

La relazione tra efficienza e quantitativo riscaldato è ben visualizzata nelle rilevazioni di G. Naumann dell'Università di Hannover (riprese tal quali da Electrolux e da CECED, l'assoziazione europea dei produttori di elettrodomestici) che mostrano drammatiche differenze dovute alle tecnologie così come alle quantità. Si va da efficienze del 18%-57% per scaldare 1/4 di litro d'acqua (peggior classificata la piastra elettrica a causa dell'accumulo di calore che non è recuperabile) sino ad un 53%-73% per riscaldare 2 litri. Le stesse misurazioni, qualora vengano rappresentate come energia prelevata anzichè come efficienza (cioè alla stessa stregua del grafico plotwatt), evidenziano nuovamente che i termini di accumulo di calore sono i principali responsabili della variazione di efficienza con la quantità riscaldata.
http://www.ima.kth.se/utb/MJ2663/Electrolux.pdf#page=57 Febbraio 2009
http://www.sabaf.it/opencms/opencms/Risorse/News/eventi/carbEBreford.pdf#page=5 Marzo 2006
Le efficienze paiono essere al netto del calore residuo nella pentola. Questo spiegherebbe la differenza rispetto ai valori tipici più alti ottenuti per l'induzione (e per le altre tecnologie) con l'ASTM F-1521-03.
http://www.greenfoodservice.org/publications/appliancereports/rangetops/Diva_10_CT_Cooktop.pdf Marzo 2008

Figura tratta dalle presentazioni CECED / Electrolux:

Un semplice modello - in cui ogni diversa sorgente di calore è schematizzabile con due soli parametri: efficienza asintotica e accumulo di calore - è in grado di riprodurre con buona precisione i dati misurati (errore quadratico medio ±1%). Trattandosi di un modello 0-D i transienti termici (ritardo nel flusso di calore) non sono considerati, e le misure relative al riscaldamento di 100 cc non sono pertanto riproducibili con questa approssimazione.

Risultati del modello semplice di stima efficienza (linee continue) sovrapposti ai dati Electrolux (markers):

Vi sono circa 45 Wh di differenza fissa tra il riscaldatore ceramico e induzione per scaldare gli stessi quantitativi d'acqua. Altri 45 Wh sono lo scarto tra piastra tradizionale e ceramico. In termini di ritardo per arrivare all'acqua che bolle, assumendo una potenza tipica di 1.5 kW, il ceramico necessita di circa di 1'45" di tempo in più rispetto all'induzione, mentre la piastra richiede ancora 1'45" rispetto al ceramico (e pertanto 3 minuti e 30" in più rispetto all'induzione).
Le perdite sono visualizzabili anche come quantitativo d'acqua perso, cioè quanta acqua in più potremmo portare a bollore se non vi fosse accumulo: circa 0.4 litri in più per il ceramico e 0.8 per la piastra. Non poco.
Con 2 litri d'acqua tanto il fornello a gas quanto l'induzione, in virtù delle loro scarse masse termiche, sono prossimi alle loro condizioni di miglior resa (ossia con quantitativi maggiori d'acqua si avrà un'efficienza solo marginalmente migliore) mentre la piastra, con 3 litri, guadagnerebbe un ulteriore 6%, arrivando pertanto al 59%.
Il microonde, per sua intrinseca tecnologia, mostra un'efficienza pressoché indipendente dalla quantità. Il leggero calo a 2 litri può essere dovuto a un crescente contributo del vapor d'acqua all'interno del fornetto, che "scherma" così le microonde. Le efficienze reali del microonde attorno al 45%, che sono qui al netto del recipiente, sono minori di quelle ideali di laboratorio, mediamente sul 54%.
http://www.its.ucdavis.edu/ttp/courses/ttp289a007/HEM_18-3_microwaveovens.pdf Aprile 2004, vers. originale Giugno 2001

Notiamo incidentalmente che il risparmio di energia dell'induzione rispetto al gas, riscaldando pari quantitativi, sta tra 25% e 41%. Nell'unico caso di riscaldamento di 100 cc di liquido si arriva ad un rapporto 1 a 2 ossia 50%, mentre per quantitativi più spesso utilizzati in cucina - da 3/4 di litro a 2 o più litri - si risparmia dal 25% al 30%, non di più. Le affermazioni di risparmi più alti propagandate da produttori e distributori (risparmi di energia ben inteso, non di importi delle bollette poichè il gas costa normalmente la metà dell'elettricità per la stessa energia) sembrano essere ottimistiche. Altrettanto dicasi per affermazioni di efficienze dell'induzione del 90% e superiori. Vedere ad esempio:
IKEA: "...puoi risparmiare fino al 40% di energia rispetto ai modelli tradizionali..."
http://www.ikea.com/ms/it_IT/rooms_ideas/kitchen_howto/EU/choose_appliances.html#cooktops
Inoxpiù: "...l'induzione presenta un rendimento energetico pari circa al 95%"
http://www.inoxpiu.com/it/sistema-vantaggi/C0501025/risparmio-energetico.html
Hoover: "Il piano a induzione raggiunge un'efficienza del 90-95%..."
http://www.hoover.it/PDF/incasso2010/piani.pdf#page=2 Aprile 2010
Renesas Technology Europe: "Efficienza dei metodi di cottura: Induzione 90%"
http://www.renesas.eu/media/applications/consumer_industrial/induction_cooking/Renesas_Induction_Cooking.pdf#page=8 Agosto 2008

Produttori reputati e aziende coinvolte direttamente in ricerca e sviluppo tecnologico nel settore induzione esprimono pareri più conservativi
Miele: "... rispetto alle altre modalità di riscaldamento consuma almeno il 30% in meno..."
http://www.mieleitalia.it/press.asp?Subc=2921&L=1&idmen=865&numtab=3&idpress=827 Febbraio 2008
Electrolux (linea professionale): "risparmio energetico pari al 22/25% rispetto alle tradizionali piastre elettriche"
href="http://tools.professional.electrolux.com/Mirror/Doc/BR/BR_BR-9JETF_1_5_0_9_9JETFI.pdf#page=5
Infineon Technologies AG coinvolta in una joint venture Industria-Università sovvenzionata dal governo tedesco per migliorare i componenti elettronici delle piastre a induzione e la loro efficienza
Infineon: "Il metodo ci cottura a induzione può far risparmiare sino a un 25% di elettricità", e ancora "I partner stanno cercando di sviluppare elettroniche di potenza a più basso costo e che riducano le perdite di potenza presenti nei sistemi a induzione" (da leggere come: anche l'induzione presenta perdite non trascurabili)
http://www.infineon.com/cms/en/corporate/press/news/releases/2010/INFXX201010-001.html Ottobre 2010
Queste e altre dichiarazioni da parte delle aziende produttrici sono alquanto sul generico e tendono a sottolineare maggiormente i risparmi di tempo e di energia, mentre tacciono sui possibili aumenti dei costi di esercizio e dell'impatto ambientale. È peraltro credibile che nell'uso reale quotidiano, come già spiegato nella sezione "efficienza ed efficacia", sia possibile ottenere risparmi energetici maggiori di quanto ottenuto dalle sole prove di laboratorio.

Il sistema migliore per scaldare l'acqua a 100 °C con l'energia elettrica è quello di utilizzare un bollitore con resistenza riscaldante integrata. I valori tipici di efficienza per portare al bollore 1 litro d'acqua sono dell'85% con massimi che arrivano all'88%. Le ragioni di queste buone prestazioni ottenute in fondo con "bassa tecnologia" sono semplici: il contenitore è piccolo e spesso in plastica isolante (scarsa dispersione verso l'ambiente), il riscaldatore è con esigua inerzia termica e ben accoppiato col liquido (è posto all'interno del fondo della brocca) minimizzando le fughe di calore, la potenza è piuttosto alta (1800-2000 W) in modo da portare a bollore 1 litro d'acqua in breve tempo: tipicamente in soli 3 minuti e 1/2.
http://www.testfakta.se/Mediaarkiv/Dokument/article11443.ece/BINARY/19096.pdf Marzo 2007

I riscaldatori a immersione sono attrezzi ormai desueti, sconsigliabili in cucina per la loro minor sicurezza rispetto a un bollitore elettrico moderno con brocca staccabile, ma sono altrettanto efficienti.
I piccoli boiler elettrici sottolavello possiedono efficienza analoga. Le perdite di calore nei tubi sono minime grazie al breve percorso di allacciamento. Il buon isolamento si riflette in una perdita media di appena 10 W per mantenere l'acqua calda. Il Quooker si distingue dagli altri boiler per l'intercapedine sotto vuoto (un vero e proprio thermos) e l'erogazione - da un piccolo rubinetto indipendente - di acqua direttamente a 100 °C, annullando così i tempi morti di molte preparazioni in cucina. La valutazione energetico-ambientale del Quooker, effettuata in conformità all'attuale bozza di direttiva europea per questo tipo di apparecchi, è stata svolta al fine di ottenere l'assegnazione dell'Ecolabel.
http://higgins-agencies.com.au/OSC/attachments/Stiebel_Eltron_-_SN_SNU_Brochure_228.pdf#page=4 Maggio 2009
http://www.eaucoolers.co.uk/cms/data-sheets/pdf_119_installationguide.pdf Giugno 2009
http://www.vhk.nl/downloads/Energy%20analysis%20Quooker%20main%20final%20april%202010.pdf Marzo 2010

Le rilevazioni CECED / Electrolux più sopra riportate non verranno utilizzate tal quali come valori di riferimento per le efficienze, ma serviranno come guida per rinormalizzare i numerosi test di efficienza raccolti (alcuni dei quali effettuati con volumi d'acqua diversi) ad uno stesso volume standard di 2 litri.

Analisi critica della procedura DOE per determinare l'efficienza

La procedura di test del DOE penalizza in parte la misura di efficienza delle piastre per il fatto di richiedere per quelle più piccole il riscaldamento di un blocco metallico campione di lega d'Alluminio equivalente come capacità termica a meno di 1 litro d'acqua. Come s'è visto, una piccola massa da riscaldare implica stime inferiori.
http://www1.eere.energy.gov/buildings/appliance_standards/residential/pdfs/krtp1003.pdf#page=8 Ottobre 1997
Gli standard europei si attestano su diametri delle piastre di 145 mm (da 1-1.5 kW), 180 mm (1.5-2 kW), 220 mm (2-2.5 kW). In pratica un piano di 60 × 60 cm avrà quattro elementi: due da 180 mm, e due da 145 mm. Questi ultimi possono esibire un'efficienza DOE particolarmente bassa.
http://www.ekk.com.ua/sites/ekk/us_files/ego/konf_bit.pdf Settembre 2008
La somma di due effetti combinati - calore residuo nella piastra "non sfruttabile" e perdurare della prova per ulteriori 15 minuti - porta a concludere che che in nessun caso concreto si potrà misurare in questo modo un'efficienza molto buona.
Pure i fornelli a gas sono in qualche modo penalizzati dal DOE poichè il blocco campione da loro adottato per il gas ha un unico diametro di 23 cm. Qualsiasi manuale d'uso dei costruttori di cucine a gas suggerisce diametri ottimali delle pentole attorno a 10-13 cm per il bruciatore piccolo altresì indicato come ausiliario (1 kW), 15-19 cm per quello medio detto anche semi-rapido (1.75-1.9 kW) e 23-27 cm per quello grande (3 kW). Procedure internazionali per la valutazione dell'efficienza assegnano mediamente diametri ancor più grandi: 16 cm, 21 cm e 27 cm per le tre potenze tipiche elencate, diametri che paiono essere di fatto l'optimum per il trasferimento di calore. Il blocco del DOE risulterà sovradimensionato come diametro per il fornello piccolo, mentre è scarso per un fornello grande.

La procedura DOE appare alquanto comprensibile come schematizzazione formalizzata dell'uso reale in cucina. In molte preparazioni segue infatti alla fase del "bollore raggiunto", attuata alla massima potenza, una fase di cottura al minimo, o comunque a potenza più bassa che si può protrarre per 10-20 minuti. Casi tipici: cuocere pasta, verdure, patate, ecc.
Purtroppo lo schema così scelto è un'arma a doppio taglio per la determinazione dell'efficienza. Come già detto un riscaldatore piccolo (ossia con potenza esigua) necessita di un tempo più lungo per raggiungere i 100 °C. Le perdite di calore per convezione e irraggiamento del contenitore sono proporzionali al tempo trascorso e avranno quindi incidenza maggiore. La seconda fase, a 1/4 della potenza per 15 minuti, non può far altro che esacerbare questa situazione, perché in genere quasi metà del calore somministrato in questa fase finisce in perdite.
Al contrario un riscaldatore potente trarrà vantaggio dal breve tempo occorrente ad arrivare a 100 °C.

Una brochure sul risparmio elettrico domestico alquanto dettagliata (per il bacino di utenza in lingua tedesca) avverte che "per scaldare 1 litro d'acqua sino a 80 °C su un piano ceramico elettrico (non a induzione) un 27% dell'energia consumata si perde subito al riscaldatore, l'8% scalda il ripiano di lavoro e il 10% va in calore non sfruttato e perdite della pentola verso l'ambiente". In conclusione si usa solo il 55% dell'energia. Questi dati sono abbastanza in accordo con quanto già affermato e rivelano l'importanza di un uso attento dell'attrezzatura da cucina, ma ancor di più la necessità di mettere a punto dei test che rivelino le effettive differenze tra i sistemi di riscaldamento piuttosto che le perdite comuni a tutti quanti indistintamente.
http://www.enviam.de/dokumente/pdf/Energiesparbroschuere_komp.pdf#page=7 Marzo 2007
http://www.nvv-ag.de/pdfdown/Know-how_fuer_Energiesparer.pdf#page=10 Gennaio 2008
http://www.evo-energie.de/fileadmin/Tarife_Privat/Kundenservice/Energiesparfibel_2008.pdf#page=8 Ottobre 2008

Procedure di misura che simulano l'uso reale

Un approccio completamente diverso considera l'esecuzione di prove più o meno reali di cottura con scelta di attrezzi (pentole) quantitativi e regolazioni del riscaldamento a "buon senso" ma in ogni caso controllate e riproducibili, cercando di avvicinarsi a quelle che potrebbero essere le effettive condizioni di utilizzo da parte dell'utente. Anche qui si è soggetti a un margine di indeterminazione e di limitata ripetibilità (la stessa prova potrebbe infatti produrre di volta in volta valori leggermente diversi). Il test può in ogni caso rivelarsi utile per la stima dei consumi in un utilizzo reale. Questi tipi di prove sono le più popolari per confrontare prodotti diversi da parte di riviste rivolte ai consumatori.
http://www.test.de/themen/haus-garten/test/Einbauherde-Heisse-Kisten-1193776-1194068/
http://www.test.de/themen/umwelt-energie/test/Spargeraete-Kochfelder-Induktion-kocht-guenstig-1797190-4134036/
http://www.test.de/themen/umwelt-energie/test/Spargeraete-Kochfelder-Induktion-kocht-guenstig-1797190-4134037/

Famiglie di piani di cottura e selezione delle misure di confronto efficienza

Per rendere agevole la trattazione, anche a costo di semplificare, si suddividono i piani di cottura in soli quattro grandi gruppi, cioè gas tradizionale, elettrico tradizionale (piastre e spirali), vetroceramica e induzione.
In realtà la vetroceramica in uso a tutt'oggi può impiegare sistemi diversi per la generazione del calore che si riflettono in termini di velocità di risposta e accoppiamento termico col contenitore da riscaldare. Non se ne è tenuto conto visto che parte dei dati disponibili non specificano quale di queste tecnologie sia stata testata.

Per il raffronto delle quattro famiglie si sono selezionati vari test effettuati da soggetti e istituzioni tra loro indipendenti in cui venissero analizzati contemporaneamente apparecchi appartenenti ad ognuna di esse.
Sono stati scartati quei casi che non mostravano dati, metodologia e dettagli sufficienti a permettere un controllo a posteriori e poter affermare che le prove erano state effettivamente compiute e i dati non erano stati semplicemente inventati o manipolati a vantaggio di un particolare produttore o tecnologia.
In generale i test raccolti rientrano nelle seguenti categorie:

La maggior parte delle rilevazioni sono sufficientemente recenti (2004-2010) in modo da risultare rappresentative dei prodotti attualmente esistenti sul mercato. L'inclusione di tre prove più datate, come si può costatare nel seguito, mantiene in pratica immutati i risultati finali.
Ciò non significa che non vi sia innovazione tecnologica in questo settore, anzi la spinta è forte per tutte le tecnologie indistintamente. Ognuna di esse potrebbe quindi guadagnare ulteriori punti percentuali sull'efficienza, soprattutto sulla spinta della prossima introduzione di classi energetiche europee per i fornelli.


Criteri di normalizzazione delle misure di efficienza

La forma finale scelta per rappresentare i dati è comunque quella delle efficienze, in quanto indicatore più diffuso e immediatamente comprensibile. Va notato che ognuno dei round test di paragone applica criteri di prova che differiscono in termini di quantitativo riscaldato, temperatura iniziale e finale. In genere si tratta di 2 litri d'acqua (a volte 1.5 o anche 1 litro) con riscaldamento a partire da 15 °C o 20 °C sino a 90-95 °C o a volte sino a raggiungere il bollore.
L'efficienza risulta essere sistematicamente più bassa per piccoli volumi riscaldati, come già discusso, verificato, e confermato dall'andamento degli altri dati raccolti. Si è dunque provveduto a rinormalizzare i risultati dei test eseguiti su 1 litro e 1.5 litri in base ai trend osservati, riportandole così verso il valore di efficienza che si sarebbe avuto con un volume d'acqua di 2 litri, qui assunto come riferimento. La correzione assegna incrementi limitati, tipicamente entro un 4-5%. I valori più alti sono per per piaste e ceramico, quelli più bassi per gas e induzione.
Ad esempio se un set di dati relativo al riscaldamento di 1 solo litro indica 80% come efficienza per l'induzione, si assegnerà ad essa un valore dell'83.8% per 2 litri. Una piastra col 48% di efficienza a 1 litro avrà 55.7% per 2 litri. Un fornello a gas potrà passare dal 45% al 48.8%. Le correzioni cercano quindi di mimare gli andamenti osservati delle efficienze al variare del volume riscaldato.

Per quanto riguarda tutti i test comparativi del solo consumo di energia (ossia senza che venissero tradotti in valori finali di efficienza) si è provveduto ad inserirli nel confronto generale assegnando dei fattori di efficienza inversamente proporzionali ai consumi riportati e scalandoli tutti con uno stesso fattore, in modo da mantenere la proporzione originaria tra le diverse tecnologie.
Rientrano in questa categoria le rilevazioni di Öko Institut, di DEFRA, della rivista online Test.de, ecc.
Per fare un esempio concreto: per le prove di Test.de si è assegnata un'efficienza dell'83% all'induzione e del 41.5% al gas. Ciò non vuol dire che quando si riscaldano 2 litri d'acqua con piani a induzione si riscontra un'efficienza tipica dell'83%, ma significa piuttosto che l'insieme delle prove di Test.de (che prevedono una media di riscaldamento acqua, cottura, bagnomaria, tenuta in caldo dei cibi,...) hanno mostrato nel complesso una resa energetica esattamente doppia dell'induzione rispetto al gas e ciò si riflette nelle percentuali assegnate. C'è ovviamente un'arbitrarietà: si sarabbe potuto porre 80% per l'induzione e 40% per il gas (e le altre percentuali pure a scalare), ma ciò non influisce molto sulle conclusioni finali.


Elencazione e disamina delle misure selezionate

TECHNICAL SUPPORT DOCUMENT FOR RESIDENTIAL COOKING PRODUCTS
Volume 2: POTENTIAL IMPACT OF ALTERNATIVE EFFICIENCY LEVELS FOR RESIDENTIAL COOKING PRODUCTS
Prepared for U.S. Department Of Energy by Lawrence Berkeley National Laboratory
http://www1.eere.energy.gov/buildings/appliance_standards/residential/pdfs/cookgtsd.pdf Gennaio 2001, rev. Marzo 2002

Il documento piuttosto datato si attesta su efficienze del 39.9% per fornelli convenzionali a gas "aperti" (ossia con parziale miscelazione libera di aria proveniente da sotto il ripiano di cottura), 42% per fornelli a gas sigillati (la tecnologia odierna), 73.7% per piastre elettriche convenzionali o a spirale, 74.2% per piani in vetroceramica, 84% per induzione (valori riassunti in tabella 1.5, pag. 48 del pdf).

Va sottolineato un livello di incertezza nei valori che traspare a pag. 43 "Sealed Burners for Gas Cooktops" (sono indicate efficienze misurate del 42%, 48% e 53% per il gas) e a pag. 46 (efficienze precedentemente stimate del 77.2% per riscaldatori convenzionali a spiralina incandescente e 71.3% per i piani in vetroceramica). E' credibile che l'evoluzione dei materiali vetroceramici nel corso degli anni abbia prodotto una migliore conducibilità termica e quindi efficienza maggiore.
Desta perplessità il peggioramento del 3.5% (da 77.2% a 73.7%) apportato nella stesura finale del documento ai riscaldatori convenzionali, anche perchè il valore più alto proveniva a sua volta da svariate misure indipendenti. Il "ritocco" voluto da DOE sembra voler correggere per tutti gli effetti che nella realtà peggiorano l'efficienza ottenuta in laboratorio: ossidazione e graffiatura della piastra, scarsa planarità del fondo pentola, ecc.
Elementi che possono favorire le stime di efficienza in laboratorio, particolarmente per le piastre elettriche:

Non meraviglia quindi che le efficienze DOE per le piastre, benchè da loro stessi opportunamente ridotte, possano risultare mediamente più alte di altre stime.

L'84% assegnato dal DOE all'induzione proviene invece da un'unica citazione (K.C. Datwyler and J.R. McFadden 1992 "A Comparative Analysis of Performance Characteristics of Gas and Electric Cooktops" Proceedings of the 43rd Annual International Appliance Technical Conference, West Lafayette, IN, May 5, 1992, pp. 485-496) senza che siano state effettuate controprove a supporto.
Questo documento non è reperibile su Internet, e nemmeno in biblioteche tecniche e universitarie: trattandosi di "letteratura grigia" la diffusione è assai limitata. Non è quindi possibile vagliare l'attendibilità dell'84% assegnato all'induzione.

I valori di riferimento DOE sono stati citati e ripresi più volte da vari autori nel corso degli anni, senza peraltro verificare ulteriormente se erano rappresentativi degli attuali apparecchi. V. ad esempio:
The Energy-Smart Kitchen
http://www.finehomebuilding.com/PDF/Free/021191054.pdf#page=56 Set 2007

e inoltre
http://www.sabaf.it/opencms/opencms/Risorse/News/eventi/carbJMcMahon.pdf#page=9 Aprile 2006,
http://www.finehomebuilding.com/PDF/Free/021191054.pdf#page=3 Settembre 2007
http://en.wikipedia.org/wiki/Induction_cooker#Economic_and_environmental_considerations

Va ribadito che i valori assunti da DOE non sono affatto "il meglio" che si può ottenere dalle varie tecnologie, anzi tendono ad essere piuttosto conservativi (a parte il dato assegnato all'induzione). Il documento "Evaluation of Kitchen Cooking Appliance Efficiency" del NIST riporta a puro titolo esemplificativo delle prove reali secondo la procedura DOE che mostrano un'efficienza media di un piano di cottura con quattro piastre elettriche tradizionali del 79.8% (82% per la piastra grande), decisamente migliore della media DOE.
Come già detto questi valori, per effetto delle condizioni pressoché ideali di laboratorio, possono risultare superiori a quelli nell'uso reale.
N.B.: nel documento NIST sono erroneamente etichettate le due tabelle relative alla cucina a gas e quella elettrica. I valori di quella elettrica sono a pag. 52 del pdf, mentre quella a gas è a pag. 50 del pdf.
http://www.fire.nist.gov/bfrlpubs/build99/PDF/b99015.pdf#page=54 Gennaio 1999

Piuttosto bassi appaiono i valori di efficienza assegnati al gas da DOE (39.9% per il "caso base", 42% per i bruciatori sigillati). Il documento NIST appena citato riporta addirittura un test con efficienza media del 30.7%, ma a ben vedere è stata applicata la massa campione di 23 cm di diametro su fornelli da circa 4.5 kW e 3 kW, quindi molto grandi (probabilmente sui 15 cm e 10 cm di diametro). Il disaccoppiamento tra sorgente ed elemento ricevitore del calore è il maggior responsabile della scarsa efficienza misurata.
Occorre ricordare che le efficienze USA per il gas vanno moltiplicate per 1.11, in considerazione del riferimento qui adottato in base al potere calorifico inferiore. Si è quindi preso 45.5% come efficienza DOE per il gas.
I valori utilizzati nel grafico riassuntivo della presente ralazione (indicati come U.S. DOE 1996-2008) sono: piastra 75.3%, ceramico 74.8%, induzione 84.0%, gas 45.5%.

Per ultimo va sottolineato come le prassi costruttive delle cucine a gas americane siano alquanto caute per ciò che riguarda l'emissione di CO (ossido di carbonio) anche a discapito dell'efficienza. Per quest'ultima non sono previsti requisiti minimi da rispettare, mentre la concentrazione di CO non deve superare i 35ppm.
Vi è confusione e allarmismo su questo punto. Da un lato le raccomandazioni EPA indicano come valori precauzionali di esposizione 9ppm per 8 ore continuative e 35ppm per 1 ora. I rivelatori di CO montati nelle abitazioni americane scattano facilmente - provocando allarme - a questi livelli. I produttori di fornelli cercano di rimanere entro i 35ppm misurati nei soli prodotti di combustione ipotizzando che nell'ambiente vi sia ventilazione scarsa o quasi nulla. Non viene considerato quidi alcun effetto di diluizione con l'aria circostante che - giocoforza - deve ricambiarsi con una certa continuità anche solo per il fatto di assicurare buona combustione e rimozione degli odori.
http://www.karg.com/pdf/CO_Field_Protocol.pdf Luglio 2001
http://www.healthyhomestraining.org/Documents/HUD/HUD_CO_Brief.pdf#page=13 Dicembre 2005
La norma europea EN 30-1-1:2008 (ma anche altre normative internazionali) fissano invece un limite molto più alto di quello americano per la concentrazione di CO (0.1% ossia 1000ppm) mentre la EN 30-2-1 stabilisce una efficienza minima reale del 52% per i bruciatori a gas (benchè con dettagli di prova diversi da quello che è l'uso corrente in cucina).
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO_EuP%20Lot%2023_Task%201_01032010.pdf#page=31 Marzo 2010

Uno dei parametri cruciali che determina un compromesso accettabile tra efficienza ed emissione di CO è la distanza tra gli ugelli di fuoriuscita del gas e il fondo della pentola. Minore è tale distanza e maggiore è l'efficienza, ma anche l'emissione di CO. Grossolanamente passando da 25 mm a 15 mm di distanza (attualmente il valore minimo europeo) si guadagna un 4% di efficienza, ancor di più scendendo ulteriormente.
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO_EuP_Lot_23_Task_4_28102010.pdf#page=10 Ottobre 2010

Non meraviglia che i produttori europei siano complessivamente in grado di ottenere efficienze assai maggiori del valore di riferimento DOE attuando il miglior bilanciamento tra i due requisiti (emissione di CO ed efficienza) nel rispetto dei valori limite esistenti.
Alcuni degli articoli sotto indicati mostrano come sia tecnicamente fattibile ottenere alte efficienze (tra 52% e 60%), e contemporaneamente bassa emissione di CO (tra 35ppm e 290ppm) con le convenzionali tecnologie di bruciatori a gas, semplicemente ottimizzandone il disegno anche con l'ausilio di strumenti CAD, software di simulazione termodinamica della fiamma, algoritmi di intelligenza artificiale, raffinati strumenti diagnostici di analisi.
http://140.116.155.99/group/research/publishedproposal/2007-ECM-48-1401.pdf#page=7 Marzo 2007
http://140.116.155.99/group/research/publishedproposal/2003-ECM-44-19-3001.pdf#page=12 Luglio 2003
http://www.the-crankshaft.info/2010/09/thermal-design-of-gas-fired-cooktop.html Settembre 2010
http://www.sabaf.it/opencms/opencms/Risorse/prodotti_e_servizi/download/sabprod.pdf#page=135 Febbraio 2006
http://www.energy-based.nrct.go.th/Article/Ts-3%20piv%20applications%20to%20thermal%20performance%20of%20lpg%20cooking%20burners.pdf Gennaio 2007

Queste innovazioni nella progettazione e nella produzione di fornelli sono di fatto già applicate dai maggiori produttori del settore.
In particolare si sottolinea (vedi disegni tecnici Sabaf) che a parità di bruciatore le prescrizioni USA costringono ad "alzare" la griglia di appoggio pentole di 10-15 mm rispetto all'Europa, con un rendimento finale più basso di un 4-5%.

LP GAS: AN ENERGY SOLUTION FOR A LOW CARBON WORLD
A COMPARATIVE ANALYSIS DEMONSTRATING THE GREENHOUSE GAS REDUCTION POTENTIAL OF LP GAS IN DOMESTIC APPLICATIONS
http://www.worldlpgas.com/page_attachments/0000/1760/LPG_An_Energy_Solution_for_a_Low_Carbon_World_final_light.pdf April 2009
A pag. 38 sono riportati i consumi energetici per le diverse tecnologie riferiti al riscaldamento di 1 litro d'acqua da 20 °C a 100 °C. I dati riportati sono in pratica ricavati da quelli del rapporto del DOE con una minima differenza per l'induzione (83.8% anzichè 84%). Non sono quindi stati riportati come dati indipendenti sul grafico finale.

UNS Working Paper No. 16 - Life-Cycle-Assessment for Stoves and Ovens
di Niels Jungbluth
http://www.esu-services.ch/cms/fileadmin/download/jungbluth-1997-WP16-LCA-cooking.pdf Agosto 1997
Lo studio, focalizzato principalmente sul Life Cycle Assessment degli apparecchi per la cottura, presenta comunque a pag. 17-18 un quadro piuttosto dettagliato delle fascie efficienze dei vari sistemi. In ragione delle possibili migliorie tecnologiche si è presa per ogni categoria una media pesata (40% * valore minimo + 60% * valore massimo di efficienza). Per il rendimento delle macchine a gas si è utilizzato il dato di RuhrGas, indicato dallo stesso autore come rapporto statisticamente significativo tra i consumi energetici per la cottura nelle famiglie che utilizzano cucine elettriche e quelle che utilizzano il gas.
I valori finali ripartati sul grafico (indicato come Jungbluth 1997) sono: piastra 50.8%, ceramico 64.1%, induzione 79.2%, gas 48.7%.

Die Technik des Garens
http://www.lfe.mw.tum.de/lehre/arbeitslehre/kompendium/cds-zulassungsarbeiten/Kochen_A-Winkler/Kochstellen.doc Aprile 2004
La dispensa, di Angela Winkler della Technische Universität München, riporta buona parte del lavoro pionieristico di Pichert del 2001 "Haushaltstechnik: Verfahren und Geräte" sulla rilevazione delle efficienze di riscaldamento acqua e di cottura per le varie tecnologie.
Si è presa una media (2/3 efficienza riscaldamento acqua + 1/3 efficienza cottura) come effettuato e suggerito da altre fonti.
I valori finali ripartati sul grafico (indicato come Pichert 2001) sono: piastra 51.4%, ceramico 64.2%, induzione 81.3%, gas 48.5%.

The 40% House Project
Task two: technical potential
http://www.eci.ox.ac.uk/research/energy/downloads/40house/background_doc_o.pdf#page=62 Dicembre 2004
La presentazione, di A. Peacock e M. Newborough della Heriot-Watt University di Edinburgh, fa parte di un progetto a più ampio respiro sulle potenziali riduzioni del consumo energetico e delle emissioni di CO2 che si potrebbero ottenere in un'abitazione con l'impiego delle migliori tecnologie correnti. Uno dei meriti dell'articolo è quello di aver evidenziato - forse primo tra tutti - il vantaggio del gas rispetto agli altri sistemi di cottura in termini di emissioni di CO2 e quindi impatto sull'ambiente.
La parte riguardante la cucina considera come parametro di raffronto il riscaldamento di 1 litro d'acqua da 15 °C a 100 °C, secondo rilevazioni e richerche effettuate dagli autori, non meglio specificate. C'è da sospettare che questi dati, benché riferiti a 1 litro, provengano da prove effettuate su un volume maggiore, probabilmente 1.5 litri, oppure sono un mix di prove diverse. Non mostrano infatti le relazioni di efficienze che sarebbero da aspettarsi per 1 litro solamente.
I consumi indicati graficamente a pag. 62 sono stati normalizzati al volume di 2 litri come se si riferissero di una prova con 1.5 litri, e quindi con correzioni più limitate.
I valori ripartati sul grafico (indicato come 40% House 2004-2006) sono: piastra 66.6%, ceramico 69.6%, induzione 76.9%, gas 36.8%.

Rivista online Test.de
http://www.test.de/themen/haus-garten/test/Einbauherde-Heisse-Kisten-1193776-1194068/
http://www.test.de/themen/umwelt-energie/test/Spargeraete-Kochfelder-Induktion-kocht-guenstig-1797190-4134036/
http://www.test.de/themen/umwelt-energie/test/Spargeraete-Kochfelder-Induktion-kocht-guenstig-1797190-4134037/

Le rilevazioni sono state effettuate nell'Agosto 2004 e nel 2009. La prima confronta le diverse famiglie di cucine (elettrico tradizionale, ceramico infrarosso e alogeno, induzione, fornelli a gas) indicando per ognuna i consumi per tre tipi di preparazione diversi. Il secondo round test confronta invece singoli modelli (17 in tutto) del tipo alogeno e induzione. Il test del 2009 è più articolato come "prove di cottura" e riporta per ogni apparecchio una media dei consumi annuali ipotizzati con uso moderato (single o 2 persone) e intenso (famiglia) ottenuti pesando con opportuni coefficienti i risultati delle varie cotture.
Come spiegato più sopra si è provveduto ad allineare i risultati dei consumi delle due prove (per quella del 2004 i vari termini sono stati pesati con coefficienti simili a quelli indicati per le prove del 2009) e a ricavare dei valori di "efficienze nell'uso" inversamente proporzionali a detti consumi.
Stranamente i risultati del 2004 mostrano uno scarto tra vetroceramica e induzione leggermente maggiore di quelli del 2009. I valori finali di efficienze stimate (ripartati sul grafico come Test.de 2004-2009) sono: tradizionale 56.8%, ceramico 65.4%, induzione 83.7%, gas 41.7%.

Tecnologías electrónicas aplicadas a cocción por inducción
http://www.aragoninvestiga.org/Tecnologias-electronicas-aplicadas-a-coccion-por-induccion/ Gennaio 2008
Test eseguito da Aragón Investiga presso Universidad de Zaragoza - Departamento de Ingeniería Electrónica y Comunicaciones in collaborazione con BSH Electrodomésticos.
Le prove si riferiscono al riscaldamento di 1.5 litri d'acqua da 20 °C a 95 °C e i risultati sono forniti direttamente come efficienze.
Si è rinormalizzato al volume di 2 litri applicando le consuete correzioni differenziali.
Valori riportati nell'articolo originale: Induzione 75%, Vetroceramica (media) 52%, Piastra 44%, Gas 43%
Valori rinormalizzati a 2 litri, riportati sul grafico (etichettati Aragón Investiga 2008): Induzione 76.8%, Vetroceramica 55.2%, piastra 47.7%, gas 44.8%.

EcoTopTen-Kriterien für Herde und Backöfen
http://www.verbraucherfuersklima.de/cps/rde/xbcr/projektklima/Ernaehrung_Kochen_EcoTopTen_Kriterien_Kochen.pdf Giugno 2008
Rilevazioni dei consumi di Öko-Institut e.V. su test misti standardizzati (riscaldamento 1.5 litri d'acqua da 15 °C a 90 °C, cottura, mantenimento in caldo cibi). i valori dei grafici sono ricondotti a efficienze con un opportuno fattore di scala.
Dati riportati sul grafico (etichettati Öko-Institut 2008): piastra 53.5%, ceramico 62.8%, induzione 79.3%, gas 46.0%.

Energy efficiency of hob cooking
http://www.frperc.bris.ac.uk/home/opinion/items/item0006.htm Gennaio 2009
Rilevazioni di efficienza per il riscaldamento di 1.5 litri d'acqua da 15 °C a 90 °C eseguiti da Veronica Swain del Food Refrigeration & Process Enginnering Research Center - University of Bristol, secondo la procedura di test EN 60350:1999 clause 7.1 e dettagli tecnici specifici di esecuzione accuratamente indicati.
I valori riportati nell'articolo: induzione 77%, piastra elettrica 65%, ceramico 57%, gas 31%.
Va notato che il fattore di energia assegnato per il gas (1 m3 = 11.06 kWh) si riferisce al potere calorifico superiore, come da consuetudine sino ad ora utilizzata dal governo inglese. La National Energy Foudation avverte (http://www.nef.org.uk/logpile/faqs.htm) che tra breve vi sarà un allineamento dei dati verso il potere calorifico inferiore (PCI), come d'uso negli altri paesi europei. L'efficienza del gas riportata nell'articolo non è quindi ancora allineata con il PCI e va moltiplicata per 1.11.
Anche attuando questa correzione il valore appare molto basso, ma ciò è dovuto al pessimo accoppiamento tra diametro fornello (10 cm) e pentolino (16 cm).
Vi è inoltre la riormalizzazione al volume di 2 litri d'acqua come già effettuato per altre prove.
Dati finali riportati sul grafico (etichettati Swain fperc 2009): piastra 69.7%, ceramico 60.3%, induzione 78.6%, gas 36.0%.

Assumptions underlying the energy projections of cooking appliances
Redatto da Market Transformation Programme su mandato del Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) UK.
http://efficient-products.defra.gov.uk/spm/download/document/id/581 vers. 3.2 Gennaio 2008
Sono brevemente indicati i consumi "per singolo uso" di piastra elettrica (0.71 kWh), induzione (-30% rispetto al valore precedente, ossia 0.50 kWh) e gas (0.90 kWh)

Understanding the GHG impacts of food preparation and consumption in the home
http://randd.defra.gov.uk/Document.aspx?Document=FO0409_8192_FRP.pdf Luglio 2009
Studio commissionato da DEFRA al consorzio formato da: Campden & Chorleywood Food Research Association, Food Process Innovation Unit - Cardiff Business School, Food Refrigeration & Process Engineerign Research Center - University of Bristol
Lo studio intende determinare i consumi energetici medi familiari in funzione del tipo di sorgente di calore. Per questo sono state effettuate tre prove di cottura di tipo diverso con le tecnologie disponibili.
I dati del grafico esprimono come efficienza l'inverso delle medie dei consumi energetici ottenuti nelle diverse preparazioni con ciascuna delle tecnologie di cottura: piastra 59.8%, ceramico 61.1%, induzione 80.8%, gas 42.7%.

Schmidt Kitchens - Gas and Electric hobs
http://www.schmidt-kitchens.com/images/stories/electromenager/electrical_appliances_hobs.pdf Marzo 2009
Brochure di un produttore specializzato in cucine che riporta a p. 14 i consumi (in Wh) per il riscaldamento di 2 litri d'acqua da 20 °C al bollore. In base alla capacità termica del liquido si risale alle efficienze: piastra 58.6%, ceramico 69.6%, induzione 85.4%, gas 48.3%.

Electrolux Sustainability
http://www.ima.kth.se/utb/MJ2663/Electrolux.pdf#page=57 Febbraio 2009
Efficienze per scaldare di 2 litri d'acqua, Piastra 53.3%, ceramico 62.2%, induzione 73.0%, gas 55.0%.

Catalogo elettrodomestici Gorenje 2010
http://www.gorenje.de/filelib/products/catalogues/household_appliances/germany/katalog-modernisierung-2010-2.pdf Dicembre 2009
Efficienze ricavate dai dati di consumo forniti dal produttore (a p. 7) relativi al riscaldamento di 2 litri d'acqua da 20 °C a 95 °C. Piastra 53.4%, ceramico 61.7%, induzione 75.0%, gas 44.0%. Riportati sul grafico come "Gorenje 2010".
I valori di Gorenje (tranne quello per il gas) sono molto vicini a quelli presentati da Electrolux.


Confronto delle misure raccolte, riflessioni, media delle efficienze

La variabilità di valori tra le rilevazioni raccolte è notevole. Alcune sono spiegabili alla luce delle diverse metodologie di prova. Maggior dispersione si verifica per le piastre elettriche tradizionali e ceramiche, ma ciò può derivare dalla mancata ulteriore suddivisione in sottoclassi più specifiche. Nella sezione a seguire "Altre rilevazioni" e in aluni dei dati precedenti, qualora disaggregati separando le piastre massiccie dalle spiraline incandescenti, si desume che normalmente queste ultime presentano un'efficienza superiore alla piastra.

Solleva perplessità la constatazione che a fianco di valori di efficienze per i piani a induzione buoni ma non straordinariamente alti (73%-75%, propagandati tra l'altro dagli stessi produttori quali Electrolux, Bosch-Siemens, Gorenje, ecc.) vi sono altri soggetti privati e istituzionali che assumono l'esistenza di efficienze molto più alte.
Lo scarto vistoso tra questi due schieramenti può essere spiegato solo con tre ipotesi:

  1. la prima è che taluni identificano come efficienza il rapporto tra energia elettromagnetica emessa e input elettrico, tralasciando così tutti i termini di perdite che di fatto riducono alquanto il valore ottenibile nelle prove reali (accumulo nella pentola, convezione e irraggiamento, evaporazione, conduzione attraverso il piano di cottura);
  2. in secondo luogo il calore della pentola è conteggiato come utile da diverse procedure di prova innalzando così l'efficienza - per tutte le tecnologie, non solo per l'induzione - di 3-8 punti percentuali;
  3. in terza istanza un incremento apparente di prestazioni nell'uso reale - che sarebbe più corretto chamare miglior efficacia - è imputabile semplicemente all'uso più razionale dell'energia: regolazione più precisa della potenza, autospegnimento delle piastre quando si allontana la pentola, timer e programmatori integrati, feedback visivo sui livelli di riscaldamento impostati; alcune rilevazioni possono aver conglobato questi effetti nel fattore di efficienza

È evidente nell'ultimo caso (punto 3) che la tecnologia aiuta, ma un comportamento attento o disattento, come lasciare la pentola scoperta che bolle vivacemente o prolungare inutilmente la cottura di alcune preparazioni, incide alla pari dell'innovazione tecnologica per il contenimento dei consumi.
A onor del vero espedienti per incrementare l'efficacia esistono da decenni sulle piastre elettriche tradizionali, mediante regolazione della potenza sensibile alla temperatura (a controllo attivo o passivo, col semplice uso di resistenze riscaldanti a coefficiente di temperatura positivo). Sarebbe interessante indagare ulteriormente il contributo di questi espedienti alla riduzione del consumo, anche in ambito "non induzione".
In merito al punto 1 va notato che l'avvolgimento induttivo ha perdite tipiche del 5%, l'elettronica e il ventilatore un altro 4-5% o più. Per la sola parte elettrica-elettronica un valore attuale raagionevole di rendimento è del 90-91%.
http://dx.doi.org/10.1109/PESC.2006.1711755 Giugno 2006
La parte di convezione e irraggiamento è in relazione alle dimensioni della pentola e al materiale. Un contenitore medio, diametro 22 cm e altezza 24 cm, con coperchio finché è tenuto a 100 °C perde 150 W verso l'ambiente, ma di meno durante la fase di riscaldamento. Valori esemplificativi in letteratura stanno sui 100 W o poco più.
http://blog.khymos.org/2007/03/01/staying-warm-cast-iron-vs-stainless-steel/ Marzo 2007
http://books.google.com/books?id=CipkYGCrecEC&pg=PA58 2006
http://www.byg.dtu.dk/upload/institutter/byg/publications/rapporter/byg-r215.pdf#page=22 Gennaio 2010

Per il punto 2 notiamo che nell'uso reale (ad es. cottura di verdure, ortaggi, ecc.) il contenitore utilizzato è riempito solo in parte dall'acqua portata a bollore, e quindi sarà giocoforza più capiente del volume di liquido. In media un decimo del calore utile serve a scaldare la sola pentola, i restanti 9/10 scaldano il contenuto.

La media aritmetica tra le varie prove selezionate (vedi figura) fornisce valori finali di efficienze del 58% per la piastra, 63.5% per la vetroceramica, 80% per l'induzione e 45% per il gas. L'indeterminazione su questi valori non è migliore di un ±5%.
Non è peraltro credibile che, a parità di tecnologia di riscaldamento, tutti gli apparecchi debbano avere la stessa efficienza. Secondo gli studi Ecokooking variazioni del ±7% possono riscontrarsi normalmente tra un prodotto e l'altro.
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO%20ENER%20Lot%2023%20-%201st%20SHM%20-%20Domestic%20appliances%20-%20Presentation.pdf#page=67 Novembre 2010
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO_EuP_Lot_23_Task_4_28102010.pdf#page=30 Febbraio 2010
Questo vale senz'altro per i fornelli a gas dove la differenza tra i migliori valori di efficienza dei prodotti commerciali (>65%) e il requisito minimo europeo (52%), riferiti tutti al test EN 30-2-1, corrisponde in effetti a un intervallo di un ±7%. Per l'induzione vi è ampia variabilità in quanto a configurazioni elettroniche, qualità dei componenti (in particolare i power transistor IGBT), realizzazione dell'avvolgimento induttivo, che si riflettono in affidabilità, efficienza e vistose differenze dei prezzi di vendita.
http://www.appliancedesign.com/Articles/Feature_Article/BNP_GUID_9-5-2006_A_10000000000000246774
http://wenku.baidu.com/view/8dda74ea81c758f5f61f670a.html Settembre 2009

Secondo le efficienze medie sopra indicate (che, si ricorda, attingono sia a prove di laboratorio che a diverse altre "sul campo") l'induzione risulterebbe avere un consumo di energia del 44% in meno rispetto ai fornelli a gas. È un valore ben più cospicuo del 25%-40% ricavato dalle misure e dalle dichiarazioni dei costruttori elencate nella sezione "variabili che incidono sull'efficienza".


Altre rilevazioni

Kochfelder im Test - Bund der Energieverbraucher (Associazione Consumatori Energia)
http://www.energieverbraucher.de/de/Zuhause/Hausgeraete/Kochen__277/ContentDetail__3470/
I risultati dei test sono stati ripresi e pubblicati anche su
http://www.greenmind.besser-web.net/richtig%20kochen.pdf
http://www.oekotopten.lu/index.php?page=kochfeld_rat

Confronto tra piastra elettrica, vetroceramica (infrarossa e alogena), induzione e gas. Riscaldamento di 1.5 litri d'acqua da 15 °C a 90 °C. Valutazione delle emissioni di CO2 e del costo di esercizio.
Assumendo 139 Wh l'energia necessaria al riscaldamento, si ottengono efficienze normalizzate del 57.1% per la piastra, 68.8% per la vetroceramica, 80.9% per l'induzione, 45.9% per il gas.

Energiesparende Einbaugeräte für eine gesunde Küche
http://www.siemens-home.com/Files/SiemensNew/At/at/Document/prospekte_2009_2010/MFH_Einbausets_EZS_low.pdf#page=3 Luglio 2010
http://www.siemens-home.com/Files/SiemensNew/At/at/Document/prospekte_2009_2010/MFH_Aktionsblatt_220x297_low.pdf#page=2 Luglio 2010
http://www.hea.de/akademie/downloads/100504_Siemens_HEA-Effizienz-im-HH-2010.pdf#page=6 Maggio 2010

di Bosch-Siemens
I dati riportati da Siemens sono leggermente diversi tra loro anche a pochi mesi di distanza.
Riscaldamento di 2 litri da 15 °C a 90 °C con indicazione dell'energia consumata. Efficienze: vetroceramica 55%, induzione 73%, gas 34.5%.

Energy Efficiency - Comparing efficiencies of cooking
http://www.lpgas.co.za/page31/page32/files/Efficiency.pdf Novembre 2010
di Walter Pel per conto di Liquefied Petroleum Gas Safety Association of Southern Africa. Rilevazioni di consume ed efficienze per fornelli a GPL ed elettrici a piastra e a spirale, secondo BS EN 30-2-1 1998 con riscaldamento di 3.7 litri d'acqua da 20 °C a 80 °C.
Efficienze misurate del 53.7% per il gas, 50.6% per la piastra e 68.7% per la spirale.
Normalizzate a 2 litri: gas 51.4%, piastra 45.8%, spirale 62.3%, elettrico (media tra piastra e spirale) 54.1%.

Cooking - Energy Use
http://www.energy.wa.gov.au/3/3431/64/cooking.pm anno 2008
riedizione web, con aggiornamenti, della brochure
http://www.ewb.org.au/resources/download/1422P2010-12-08%2016:25:18 Gennaio 2004
Dell'Office of Energy - Government of Western Australia
Dati indicativi di efficienze probabilmente raccolti da altre fonti.
Efficienze: spirale 60%, piastra 52.5%, (per cui elettrico tradizionale in media 56.3%) ceramico normale 57.5% ceramico alogeno 47.5% (per cui ceramico in media 52.5%), induzione 82.5%.

The People's Cooktop Test
http://applianceadvisor.com/content/peoples-cooktop-test Agosto 2008
Raccolta di test di efficienze reali d'uso - non conteggiando quindi il calore residuo nella pentola - riferite al riscaldamento di 3.8 litri d'acqua (1 gallone) da 20 °C a 70 °C. Le 72 diverse misurazioni (12 apparecchi a induzione, 55 a gas naturale o in bombola, 5 elettrici tradizionali) danno efficienze medie del 69.2% per l'induzione, 64.9% per altre tecnologie elettriche, 35.5% per i bruciatori a gas sigillati. Le misure vanno considerare con cautela. A causa della carenza di una disciplina USA sulle efficienze, si riscontrano vistose differenze, soprattutto tra i diversi apparecchi a gas.


Risultati: consumo di energia primaria, emissioni di CO2, costi di esercizio

Assumendo di utilizzare le sorgenti di calore a parità di risultato finale di cottura, ne consegue che i consumi relativi di energia secondaria, ossia al punto di erogazione domestico, saranno inversamente proporzionali alle efficienze. Per uniformità di unità di misura, come del resto nel corso di tutta la presente trattazione, l'energia è espressa in kWh per l'elettricità ma anche per il gas.
Le efficienze sono quelle del presente studio, discusse più sopra. I consumi e la produzione di CO2 sono riferiti per 1 kWh utile, ossia realmente disponibile per cuocere; il costo annuo assume l'utilizzo, in tale periodo, di 150 kWh utili ai fornelli.

Sorgente di calorePiastraCeramicoInduzioneGas
metano
GPL
serbat. 1000 L
GPL
bombola 15 kg
Efficienza per scaldare 2 litri acqua58.1%63.5%80.1%44.9%
Consumo Energia al punto prelievo domestico per kWh utile ai fornelli1.72 kWh1.57 kWh1.25 kWh2.23 kWh
Consumo Energia primaria per kWh utile ai fornelli2.62 kWh2.40 kWh1.90 kWh2.27 kWh
CO2 prodotto per kWh utile ai fornelli0.61 kg0.55 kg0.44 kg0.45 kg0.51 kg0.51 kg
Costo per unità energia al punto prelievo domestico0.263 €/kWh0.083 €/kWh0.125 €/kWh0.215 €/kWh
Costo annuo di esercizio (150 kWh utili ai fornelli, famiglia di 3 persone)103.50 €94.70 €75.10 €28.30 €42.60 €73.30 €

La stima di 150 kWh annui come consumo di energia utile ai fornelli è allineata con altre risultanze a livello europeo
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO%20ENER%20Lot%2023%20-%201st%20SHM%20-%20Domestic%20appliances%20-%20Presentation.pdf#page=28 Novembre 2010
A ulteriore riconferma i risultati del progetto francese Ecuel, programma europeo SAVE, indicano al netto dei consumi di standby valori annui tra 155 e 160 kWh di energia utile ai fornelli (secondo le efficienze sopra riportate).
L'utilizzo - mediando tra le diverse tecnologie elettriche - è di 260 ore di accensione annue con potenza media di 0.62 kW ai fornelli, 0.93 kW alla presa elettrica, consumo reale annuo di 230 kWh. La composizione media dei nuclei familiari era di 3.2 persone/famiglia. Il raffronto di Ecuel tra le diverse tecnologie di cottura mostra anche uno sfruttamento medio più basso per la piastra tradizionale (sia come tempi d'utilizzo che come energia utile ai fornelli annua) e più alta per l'induzione, mentre la vetroceramica si colloca in posizione intermedia. Queste differenze si spiegano col fatto che l'induzione assolve compiti aggiuntivi normalmente demandati a bollitori e fornetti a microonde.
http://www.enertech.fr/pdf/54/consommation-appareils-cuisson.pdf#page=77 Giugno 1999
Uno studio del 2008 del Dipartimento dell'Energia inglese assume consumi poco più alti, basati su 424 utilizzi/anno con energie per l'elettrico e il gas di 0.71-0.90 kWh/utilizzo pari a 300-350 kWh/anno (170-175 kWh utili ai fornelli).
http://efficient-products.defra.gov.uk/spm/download/document/id/581 Gennaio 2008
Un monitoraggio continuativo effettuato per una durata di un anno su 250 abitazioni inglesi nel 2010-2011 indica un consumo medio di 310 kWh/anno (317 per le cucine elettriche e 226 per i piani cottura elettrici) pari a 181 kWh utili ai fornelli.
https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/208097/10043_R66141HouseholdElectricitySurveyFinalReportissue4.pdf
Il "Preparatory Study for Ecodesign Requirements of EuPs; Lot 23: Domestic and commercial hobs and grills; Task 7" indica una media europea di 1.2 utilizzazioni giornaliere, ciascuna con assorbimento elettrico di 0.55 kWh, consumo reale annuo di 240 kWh. Per il gas cambia l'assorbimento (0.75 kWh/uso) e il consumo reale annuo risulta di 330 kWh. Questi valori sono in ottimo accordo col dato di 150 kWh/anno utili ai fornelli rapportati alle efficienze del 44.9% per il gas e 63.6% per l'insieme dei sistemi elettrici (composto per il 17% di piastre, 77% di ceramico e 6% induzione, come risulta dallo studio preparatorio Task 2)
https://www.ebpg.bam.de/de/ebpg_medien/ener23/023_studyf_11-08_task8.pdf e https://www.ebpg.bam.de/de/ebpg_medien/ener23/023_studyf_11-08_task2.pdf
I valori di riferimento ufficiali americani, secondo lo United States Government Publishing Office, sono assunti pari a 154.6 kWh annui utili per i fornelli a gas e 173.1 kWh per i sistemi elettrici. Senza addentrarsi nelle ragioni di tale diversificazione si prenderà come valore standard americano quello di 164 kWh annui utili ai fornelli
https://www.gpo.gov/fdsys/pkg/FR-2015-07-02/pdf/2015-16397.pdf

Per ciò che attiene ai consumi di energia primaria e l'emissione di CO2 per l'energia elettrica si rimanda alle valutazioni sviluppate nella pagina Fattore di emissione di CO2 e consumo di energia primaria per kilowattora di energia elettrica al contatore, in questo stesso sito. Il valore assunto è di 0.3524 kg CO2/kWh

Le valutazioni delle emissioni di CO2 per il gas naturale sono sviluppate in calce alla pagina Il Bollettòmetro gas nella sezione "Gas: altri dati e informazioni utili. Il valore assunto è di 0.204 kg CO2/kWh per il gas naturale distribuito dalla rete. Per il GPL si è assunto un fattore di emissione di 0.230 kg CO2/kWh.

I costi incrementali per unità di energia derivano da una media nazionale rielaborata in base alle risultanze del rapporto I consumi energetici delle famiglie, dicembre 2014, di ISTAT e relative tabelle di dettaglio. I costi incrementali sono basati sui costi praticati agli utenti domestici con i normali contratti cosiddetti di maggior tutela per la fornitura elettrica e di regime tutelato per la fornitura di gas, mediati sugli ultimi quattro trimestri (4º 2014 e 1º, 2º, 3º 2015). È peraltro possibile rielaborare i dati della tabella qui sopra su base individuale, ricavando i costi incrementali che vengono prodotti automaticamente dal Bollettòmetro elettrico e dal Bollettòmetro gas quando vi si inserscano i dati dei consumi reali.

Va sottolineato che i recenti studi e pubblicazioni sull'argomento, e più in generale le raccomandazioni europee e internazionali sull'impatto ambientale, pongono i consumi di energia primaria e le emissioni di CO2 come parametri chiave per il confronto di prodotti e tecnologie diversificate in termini di fonte energetica utilizzata, com'è il caso appunto per i sistemi di cottura elettrici e a gas. In quest'ottica il gas resta tuttora la tecnologia vincente.
http://www.ecocooking.org/lot23/open_docs/BIO%20ENER%20Lot%2023%20-%201st%20SHM%20-%20Domestic%20appliances%20-%20Presentation.pdf#page=60
Una (sofferta) evoluzione in tal senso si è verificata anche per la politica energetico-ambientale degli States, in cui il National Research Council ha premuto affiché il Department of Energy arrivasse a recepire la raccomandazione - scaturita da uno studio della National Academy of Science - di rapportare gli indicatori di efficienza energetica ai consumi di energia primaria.
http://www.naruc.org/Resolutions/Resolution%20on%20NRC%20Energy%20Efficiency%20Standards.pdf
http://www8.nationalacademies.org/onpinews/newsitem.aspx?RecordID=12670

Il risultato - forse inatteso - di produrre minori emissioni di CO2 utilizzando la cottura con fornelli a gas tradizionali non è una novità. La stessa conclusione era già stata espressa da più parti, ma non ha catturato l'attenzione dei consumatori e dei media.
http://www.aegpl.eu/media/21020/atlantic%20consulting%20scientific%20review%20carbon%20footprint,%20ed.%202009.pdf#page=6 Aprile 2009
http://www.cat.org.uk/information/pdf/SavingElectricityInTheHome.pdf#page=2 Febbraio 2010
http://www.choice.com.au/reviews-and-tests/household/kitchen/ovens-and-cooktops/cooktops-buying-guide.aspx Ottobre 2008
http://www.bbc.co.uk/bloom/actions/cookingtips.shtml#quickjump3 Febbraio 2009
http://teide.cps.unizar.es:8080/pub/publicir.nsf/codigos/0434/$FILE/cp0434.pdf#page=7 Luglio 2007
http://www.appliancemagazine.com/blog/?p=80 Ottobre 2009
http://www.frankfurt.de/sixcms/media.php/738/Ausstellung%20Klimagourmet.pdf#page=13 Giugno 2009

Le emissioni di CO2 per unità di energia elettrica cambiano peraltro da paese a paese in funzione delle specificità con cui si attua la generazione. Una verifica per il caso italiano era quindi necessaria.


Conclusioni

La raccolta e il vaglio di numerose rilevazioni sperimentali hanno permesso un raffronto dell'efficienza, dei consumi e della produzione di CO2 per le varie tecnologie di cottura.
Vengono compresi e spiegati gli effetti che influiscono sui valori di efficienza riportati in letteratura e in altre fonti informative.
Pur con un'ampia variabilità dei dati raccolti si ritiene che le stime finali di efficienza siano sufficientemente rappresentative dei valori tipici delle diverse categorie di prodotti.
Il fornello alimentato a gas naturale è il meno efficiente tra tutti, tuttavia ha il minor consumo di energia primaria, una minore gererazione di CO2, un costo di esercizio più basso.
Per le utenze già servite dalla rete di distribuzione gas questa è la scelta più naturale, conveniente e responsabile.
Le utenze non allacciate alla rete gas, ma dotate di serbatoio autonomo esterno di GPL, hanno ancora vantaggio economico - benché inferiore - con la cucina a gas, e mantengono un basso impatto ambientale.



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Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2015