KiloWattene; il Bollettòmetro

Costo energia elettrica tariffa D2 residenti 3kW

La tabella interattiva qui sotto calcola i costi elettrici finali addebitati in bolletta incluse imposte e IVA per le utenze elettriche ad uso domestico residente con massima potenza impegnata 3kW, tariffa D2 cosiddetta di maggior tutela, il contratto più diffuso che copre circa i due terzi delle famiglie italiane.
Gli importi che vengono calcolati sono i costi finali bolletta per bolletta che andate a pagare o che avete pagato con questo tipo di contratto, tutto incluso. Si può ricalcolare qualsiasi bolletta che riguarda i consumi da inizio 2003 sino al 1º trimestre (fine marzo) 2017.
I risultati - ossia l'importo da pagare in bolletta - dipendono dal vostro consumo in kWh e dal periodo di tempo che intendete analizzare. Questo perchè i costi dell'energia elettrica vengono aggiornati ogni trimestre e perchè c'è una suddivisione in scaglioni di consumo con prezzi unitari a kWh crescenti all'aumentare del consumo mensile.

Questo strumento non informa invece su quante e quali siano le varie voci che producono l'importo finale della bolletta. Ma è probabile che un normale utente domestico non sia interessato tanto ai dettagli (costi fissi, costi per servizi di vendita e di rete, imposte, ecc.) quanto piuttosto al puro importo finale da pagare.

Si rimanda alla pagina Le Bollette spiegate per chi volesse invece approfondire questi aspetti e analizzare l'ammontare delle diverse voci e il costo totale, sia per la tariffa D2 che per la D3 (obbligatoria per i non residenti, e anche per tutti i residenti che richiedono una potenza maggiore di 3 kW). La pagina Le Bollette spiegate si limita a fornire gli importi annuali e non calcola l'ammontare delle singole bollette, come invece viene fatto qui.

Per fornire la miglior precisione si sono prese a riferimento sia le tabelle dei prezzi finali, indicate come Prezzi Medi di Riferimento pubblicate da Acquirente Unico, sia il calcolo ottenuto sommando i vari termini che concorrono alla formazione del costo finale come riportato dalle condizioni economiche per i clienti in maggior tutela pubblicate dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI integrando anche i costi di imposte/addizionali/accise di legge ed IVA.


Il Bollettòmetro: a cosa serve?

Il ricalcolo delle bollette può aiutare a capire, per chi ha attualmente un contratto elettrico sul "mercato libero", se sta realmente risparmiando rispetto alla "maggior tutela". Potete difatti confrontare gli importi di una o più delle vostre reali bollette con quelli che avreste pagato - nello stesso periodo e con lo stesso consumo - mantenendo il contratto standard.
L'utente domestico paga per l'elettricità prezzi in media maggiori sul mercato libero che in maggior tutela. Nel 2014 i prezzi del mercato libero (costi di approvvigionamento, vendita e commercializzazione) sono stati mediamente superiori del 19,7% rispetto a quelli in tutela [risultanze Relazione annuale sullo stato dei servizi 2015 dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico - AEEGSI]. Nel 2013 gli stessi prezzi risultavano parimenti superiori di un 15-20% rispetto al regime tutelato [documento 42/2015/I/COM - Monitoraggio Retail - Rapporto annuale 2012 e 2013 del 05/02/2015 con sintesi nel comunicato stampa del 12/02/2015], e audizione alla Camera dei Deputati del presidente AEEGSI, 23/6/2015.
Queste notizie hanno avuto ampia eco sulla stampa nazionale (ad esempio il Fatto Quotidiano del 22 luglio 2016 e la Repubblica del 24/6/2015) e paiono sistematiche nel passato più e meno recente: sunto e dati indagine Federconsumatori 18/6/2015, Il Sole 24 Ore - 27/11/2014, ANSA - 21/05/2014, il Fatto Quotidiano - 28/02/2014, rivista Coop Consumatori 01/2014, la Repubblica - 11/08/2013.
In breve le offerte del mercato libero spesso non sono convenienti. Vale quindi la pena di effettuare subito il confronto e vedere se sulle ultime bollette non s'è pagato più del necessario.


Il Bollettòmetro calcola le bollette con la tariffa D2 residenti 3kW

La tabella qui sotto determina l'importo delle bollette che viene - o verrebbe - addebitato ad un utente con contratto standard D2 residente maggior tutela 3 kW in base al periodo di consumo e i kWh consumati nel periodo. Il calcolo può essere effettuato per qualsiasi bolletta a partire da gennaio 2003 sino ad oggi.

Bollette Penultima <- Letture -> Ultima Consumo in F1 Consumo in F2 Consumo in F3 Consumo Tot. Percent. in F1 Durata Importo
  [gg/mm/aa] [gg/mm/aa] [kWh] [kWh] [kWh] [kWh] [%] [giorni] [euro]
Bolletta n.1
Bolletta n.2
Bolletta n.3
Bolletta n.4
Bolletta n.5
Bolletta n.6
Totali

N.B.: Le bollette reali vanno corrette rispetto a quelle qui calcolate di circa +0,20€, +0,10€, -0,05€ -0,15€ in relazione alla durata dei periodi di fatturazione (59, 60, 61, 62 giorni)  
N.B.: l'importo calcolato non include né l'eventuale sconto bolletta elettronica nè il canone abbonamento RAI-TV 

Riducendo i vostri attuali consumi elettrici di un 10% che importo avrebbero le bollette? Quanto si può risparmiare?

Vale la pena di cambiare gestore e contratto elettrico nel tentativo di risparmiare qualche euro a bimestre?
O è invece più produttivo migliorare l'efficienza e ridurre gli sprechi abbassando il consumo e l'ammontare delle bollette?
Per darvi un'idea di quanto si può risparmiare abbiamo ipotizzato una riduzione fissa del 10% sui consumi elettrici per ognuna delle bollette che avete inserito sopra, e abbiamo calcolato quanto avreste pagato - e risparmiato - in questo caso.

Bollette   Consumo in F1 Consumo in F2 Consumo in F3 Consumo Tot.   Importo
  [kWh] [kWh] [kWh] [kWh] [euro]
Bolletta n.1    
Bolletta n.2
Bolletta n.3
Bolletta n.4
Bolletta n.5
Bolletta n.6
Totali


Come funziona

Inserire nei riquadri in giallo della tabella più sopra le date delle due letture del contatore e i consumi nelle fasce F1 F2 e F3. Se il gestore fornisce già la somma dei consumi in F2+F3 si può inserire quest'unico valore indifferentemente nel riquadro F2 o F3 lasciando l'altro vuoto (non inserite lo stesso dato due volte in F2 e F3). Queste informazioni nelle bollette più recenti sono in "Consumi fatturati e dettaglio letture", sezioni "Consumo rilevato" e "Consumo fatturato"; in quelle vecchie (ante 2016) sono in "Riepilogo letture e prelievi". Nell'immagine di esempio qui a destra, presa da una reale bolletta ENEL, i dati essenziali sono cerchiati in rosso. Gli altri dati hanno effetti normalmente trascurabili nel determinare l'importo.
Nella tabella interattiva del Bollettòmetro il calcolo viene effettuato o aggiornato in automatico in maniera simile a un foglio Excel, ossia quando si dà l'invio o quando ci si sposta su un'altra cella.

Per le bollette anteriori a ottobre 2007 non c'è tariffazione bioraria e il consumo si può inserire in una qualsiasi delle celle F1 F2 o F3.
Per il periodo da ottobre 2007 a giugno 2010 si inseriranno i valori sia in F1 che F2 e/o F3 solo se l'utente aveva a quel tempo optato per la tariffazione "bioraria a richiesta". Più in generale (e per qualsiasi data) se si riempie una sola delle tre celle F1 F2 o F3 verrà calcolata la tariffa monooraria.

La vostra reale bolletta, oltre a includere le due letture del contatore a inizio e fine del periodo di fatturazione, può basarsi anche su letture intermedie, riportate in "Dettaglio delle letture". Per ogni sottoperiodo le bollette (ante 2016) includono tabelle dei consumi intermedi simile a quella del riepilogo. Nelle nuove bollette 2016-2017 ci sono solo le letture del contatore senza consumi intermedi e senza calcolo degli importi.
In alcune circostanze - ad esempio quando si va in vacanza - può succedere che l'importo realmente fatturato sia maggiore di quello qui dedotto dai soli dati del "Riepilogo letture e prelievi". Questo avviene quando in una stessa bolletta i consumi di un sottoperiodo non riempiono completamente la capienza di uno scaglione, mentre quelli di un altro sottoperiodo lo superano (e l'eccedenza viene pagata a prezzo più alto). In questi casi per ottenere l'importo reale non sono sufficienti i dati del riepilogo complessivo ma vanno piuttosto inseriti quelli delle varie tabelle di ogni sottoperiodo. Le bollette ENEL (ante 2016) mostrano questi dati alla pag.2 intitolata "Dettaglio delle letture e dei consumi fatturati". Si riempirà una riga per ogni tabella: come dire che una singola bolletta viene scomposta in una serie di "sottobollette" che verranno automaticamente sommate assieme. Nelle bollette recenti mancano i consumi intermedi dei sottoperiodi che vanno ricavati come sottrazione tra le due letture a fine e inizio periodo. Potete evitare di fare questi calcoli a mano, perchè le celle del bollettòmetro sono attrezzate per fare loro stesse le sottrazioni (inserendo in una stessa cella la lettura finale e iniziale separate dal segno meno).

Lo strumento è pertanto utilizzabile anche su periodi di tempo diversi (minori o maggiori) di quelli delle singole bollette. In tali casi occorre inserire la data iniziale e quella finale del periodo da analizzare e il consumo avvenuto in quel periodo. Nella realtà succede però che il consumo non può mantenersi ragionevolemnte uniforme su periodi di due mesi o superiori; è probabile invece che l'andamento dei vostri consumi durante l'anno sia più vicino al Profilo di consumo che l'Autorità indica come tipico per le utenze domestiche. Le fluttuazioni stagionali tendono normalmente a riflettersi in un incremento dei costi cumulati. L'importo totale, qualora qui stimato su periodi lunghi e/o senza inserire letture intermedie che mettono in risalto le fluttuazioni, potrebbe quindi risultare inferiore rispetto alla somma di quelli realmente addebitati, indicativamente sino a 6-7 euro sull'arco di tempo di un anno.
Per periodi di fatturazione che si situano temporalmente a cavallo tra due o più trimestri, l'importo è qui valutato con la stessa procedura adottata dal gestore: il consumo in kWh di tutto il periodo viene spezzettato in due o più tranches proporzionalmente alla durata dei periodi; per ogni tranche vengono applicate le tariffe a quel tempo in vigore, gli importi parziali di ogni tranche sono poi sommati tra loro per produrre l'importo finale della bolletta.



Analisi storica dei costi elettrici per uso domestico

In concomitanza con le crisi petrolifere o a volte anche col semplice scadere dell'anno solare i media tendono a diffondere notizie allarmistiche sul rincaro delle bollette.
Al di là di queste affermazioni estemporanee può essere utile poter disporre di un'analisi del costo sostenuto da un nucleo familiare per l'energia elettrica nel corso degli anni. Le tabelle seguenti permettono di osservare, su un arco di tempo di 10 anni e risoluzione trimestrale, come hanno oscillato il costo complessivo annuo (in relazione anche a diversi valori di consumo annuo) e il costo medio di 1 MWh ossia 1000 kWh. Il grafico a destra riassume visivamente e con meno dettaglio la tabella dell'importo complessivo annuo per consumi da 900 a 4200 kWh/anno e per il periodo 2007-2017.
Oltre alle variazioni complessive dei costi nel tempo si evidenzia la più recente tendenza a imporre un maggior aggravio economico per i bassi consumi (sino a circa 2000 kWh/anno) principalmente tramite un aumento dei costi fissi e al contrario un alleggerimento della spesa per gli alti consumi (3000 kWh/anno ed oltre).

Visualizza le tabelle storiche dei costi elettrici dal 2007 ad oggi (1º trimestre 2017) scegliendo una delle seguenti opzioni (cliccare quella desiderata):

In orizzontale: AnnoMese (inizio dei trimestri di tariffazione), in verticale: consumo effettuato in kWh/anno.

Le stesse tabelle in versione pronta per copia-incolla in Excel: una volta aperta la finestra pop-up desiderata posizionarsi sul riquadro contenente i dati, selezionare tutto il contenuto e copiarlo per poterlo incollare come tabella Excel. N.B.: gli importi sono con la virgola, utili ad essere utilizzati nella versione Excel italiana.


Ci sono altri strumenti su Internet di calcolo bollette come questo?

Il Trova Offerte dell'Autorità per l'energia elettrica fornisce stime affidabili del costo annuale per la fornitura elettrica in maggior tutela, ed elenca i costi previsti con altri contratti sul mercato libero. Il Trova Offerte però - poichè concepito fondamentalmente per un altro uso - non fornisce gli importi delle singole bollette e avverte che "La spesa annua è stimata in base a prezzi e tariffe in vigore oggi", ossia non c'è possibilità di analisi pregressa. In particolare è impossibile appurare con questo strumento, bollette alla mano, se state pagando - o avete pagato - una cifra congrua.
Nota: per tutti i trimestri del periodo 2015-2017 si è verificato che il bollettòmetro e il Trova Offerte forniscono identici importi per qualsiasi valore di consumo annuo tra 300 e 7500 kWh.

I servizi di confronto tariffe su Segugio.it, TagliaLaBolletta.it, SosTariffe.it e facile.it seppur dotati di interfacce diverse producono per il contratto standard D2 delle valutazioni di costo annuo (a parità di consumo totale e ripartizione nelle fasce F1 e F2-F3) sostanzialmente paragonabili tra loro e con uno scarto contenuto rispetto agli importi di riferimento dell'Autorità. Anche questi non permettono ricalcolo o verifica delle singole bollette.


Invito alle società fornitrici di energia elettrica

L'analisi storica dei costi elettrici riportata più sopra ci mostra quanto il mercato sia volubile. Da metà 2010 ad oggi si è assistito ad un minimo storico dei costi (3º quadrim. 2010) un massimo (3º quadrim. 2012) e varie fluttuazioni con ulteriore massimo a fine 2014. Da metà 2016 il progressivo abbandono del quadro normativo di tutela porta a riduzioni dei costi per gli alti consumi e aggravio per chi consuma poco. Ciò vuol dire intanto che una tariffa sul mercato libero a prezzo congelato potrebbe apparire vantaggiosa nel momento in cui la si sottoscrive, ma occorre poi monitorarla. Sotto questo aspetto il normale utente ha difficoltà a continuare a sapere quanto avrebbe speso con un'altra fornitura. Con eccezione di quella sul mercato tutelato dove peraltro non risulta esistere uno strumento agile, di risposta immediata e "retroattivo" come il Bollettòmetro qui presentato.

Non sarebbe forse il caso che ogni fornitore si dotasse di un proprio bollettòmetro per permettere ad ogni utente di effettuare confronti passati e futuri inserendo i propri reali consumi?
Potrebbe essere una reale svolta nella trasparenza dei gestori sul mercato.


Nota: metodologia e affidabilità nel calcolo delle tariffe

I dati che figurano nelle tabelle storiche generate più in alto su questa pagina corrispondono entro ±0,5 centesimi di euro a quelli delle fonti ufficiali.
Dovunque si sia riscontrata una visibile discordanza tra i dati di Acquirente Unico e di AEEG (1º e 3º trimestre 2005, 2º trimestre 2012) si è utilizzata la fonte che appariva ragionavolmente più affidabile. In particolare si segnala una incongruenza nei dati del 1º e 2º trimestre 2012 tra quanto indicato nel documento "Evoluzione del prezzo medio di riferimento..." di Acquirente Unico e nei documenti "Prezzi di riferimento..." relativi agli stessi periodi, sempre di Acquirente Unico, indicati più semplicemente nei link qui sotto come Costi finali.

Costi finali delle bollette elettriche, pubblicati da Acquirente Unico negli anni 2005-2017, riferiti a un periodo di fatturazione di un anno e calcolati per diversi valori del consumo in kWh totalizzato nell'anno, tariffa D2 residenti potenza massima impegnata 3 kW ("maggior tutela"). Periodi di riferimento: 1º trim 2017, 4º trim 2016, 3º trim 2016, 2º trim 2016, 1º trimestre 2016, 4º trimestre 2015, 3º trimestre 2015, 2º trimestre 2015, 1º trimestre 2015, 4º trimestre 2014, 3º trimestre 2014, 2º trimestre 2014, 1º trimestre 2014, 4º trimestre 2013, 3º trimestre 2013, 2º trimestre 2013, 1º trimestre 2013, 4º trimestre 2012, 4º trimestre 2012, 3º trimestre 2012, 2º trimestre 2012, 1º trimestre 2012, 4º trimestre 2011, 3º trimestre 2011, 2º trimestre 2011, 1º trimestre 2011, 4º trimestre 2010, 3º trimestre 2010, 2º trimestre 2010, 1º trimestre 2010, 4º trimestre 2009, 3º trimestre 2009, 2º trimestre 2009, 1º trimestre 2009, 4º trimestre 2008, 3º trimestre 2008, 2º trimestre 2008, 1º trimestre 2008, 4º trimestre 2007, 3º trimestre 2007, 2º trimestre 2007, 1º trimestre 2007, 4º trimestre 2006, 3º trimestre 2006, 2º trimestre 2006, 1º trimestre 2006, 4º trimestre 2005, 3º trimestre 2005, 2º trimestre 2005, 1º trimestre 2005.
Costi delle singole voci che concorrono a formare l'importo finale delle bollette, pubblicati da AEEG negli anni 2002-2016, tariffa D2 residenti potenza massima impegnata 3 kW ("maggior tutela"). Nota: in queste tabelle non sono incluse né indicate le imposte (accisa e addizionali enti locali) che variano in relazione al consumo mensile e vanno aggiunte al costo dei kilowattora. Periodi di riferimento: anno 2017, archivio 2016-2010, anno 2015, anno 2014, anno 2013, anno 2012, anno 2011, anno 2010, anno 2009, anno 2008, 1º-2º e 3º-4º trimestre 2007, anni 2006, 2005, 2004, 2003, 2002.

Un controllo rapido di correttezza delle stime proviene dal confronto del grafico Andamento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il consumatore tipo con potenza installata 3 kW e consumi pari a 2.700 kWh/anno - presentato dall'Autorità per l’energia elettrica e il gas nel documento per l'audizione al Senato della Repubblica del luglio 2011 - con la tabella qui generata prezzo medio euro/MWh (di cui va utilizzata la sola riga riferita al consumo di 2700 kWh/anno). Vi è precisa corrispondenza tra i valori su tutti i trimestri.

Si è proceduto a una verifica ulteriore dell'attendibilità delle stime dei costi sulle singole bollette. L'approccio più semplice è di supporre un consumo stazionario nel corso di un intero anno, per semplicità dal 1º gennaio al 31 dicembre compresi. Ciò permette di ricavare il costo complessivo annuale attraverso i costi pubblicati da Acquirente Unico (AU) nel corso di quattro trimestri. I costi forniti da AU rappresentano difatti proiezioni del costo annuale ma basate sulle tariffe di un solo trimestre, e con inclusione di tutte le imposte. Per ottenere i costi reali su un intero anno solare occorre che le quattro stime di AU pubblicate nel corso dell'anno vengano mediate in proporzione ai periodi reali in cui le tariffe erano in vigore.
Prendiamo ad esempio il periodo di riferimento 1/1/2013 - 31/12/2013 e un consumo ipotizzato annuo di 1800 kWh, ossia 4,932 kWh/giorno. Le ipotetiche bollette sono impostate con date di lettura del contatore nei giorni 31/12/2012, 28/2/2013, 30/4/2013, 30/6/2013, 31/8/2013, 31/10/2013. Ricordiamo che nelle vere bollette il periodo di fatturazione va dal giorno successivo alla data di effettuazione della "Penultima lettura" sino al giorno (compreso) dell' "Ultima lettura". Quindi questo caso specifico copre in effetti il periodo 1/1/2013 - 31/12/2013 (primo e ultimo giorno inclusi). Le sei bollette fittizie vedono periodi di fatturazione di 59 giorni la prima, e di 61 o 62 giorni le altre, per un totale di 365 giorni. I consumi nei singoli bimestri, per compatibilità con l'ipotesi di consumo giornaliero costante e totale annuale di 1800 kWh, sono stati posti pari a 290,95 kWh per il primo bimestre e 300,82 kWh per gli altri cinque. Le sei ipotetiche bollette producono importi calcolati di 49,09€, 50,43€, 50,09€, 51,68€, 50,60€, 50,37€. L'importo annuo ammonterebbe quindi a 302,26€. Se la suddivisione dei bimestri fose effettuata in modo leggermente diverso (ad esempio con durate 60+61+61+61+61+61 giorni) l'importo cumulato delle sei bollette varierebbe al massimo di 0,02€.
Partendo invece dalle tabelle AEEG vediamo che, per un consumo di 1800 kWh/anno, gli importi annui stimati coi prezzi in vigore per i quattro trimestri 2013 ammontano a 303,70€, 299,72€, 304,24€, 301,41€. Mediando su tutto l'arco dell'anno si ottiene un importo di 302,27€, in buon accordo (+0,01€) con la somma delle bollette stimate. La stessa procedura è stata ripetuta per gli anni 2011 e 2012 ed anche per consumi annuali di 3600 kWh - ma sempre suddivisi uniformemente nell'anno - ottenendo in tutti i casi una corrispondenza tra somma delle bollette e costo annuale AEEG entro ±0,02€.
Su campioni di sei bollette reali, che coprivano un intervallo temporale di un anno, le differenze tra la presente procedura di calcolo speditiva e la fatturazione D2 (ENEL) non hanno superato 0,35€ su un ammontare complessivo annuo di circa 700€ e 0,15€ su un ammontare di 350€ pari a un errore inferiore allo 0,05%. Su alcune bollette rese disponibili su Internet come questa si ottiene una precisione sull'importo finale di ±0,10€. Le differenze tra importo effettivo e importo stimato da KiloWattene per ogni singola bolletta non superano 0,25€ ed sono in minima parte dovute ad arrotondamenti (su una bolletta reale si sommano circa 30 voci, ognuna arrotondata a 0,01€). Conta in maggior misura la semplificazione qui adottata di spartire i costi fissi (quota fissa sul servizio di vendita e servizi di rete) proporzionalmente al periodo di fatturazione e non con quote invariabili mensili come in realtà avviene. Gli intervalli temporali tra due bollette variano in effetti tra i 59 e i 62 giorni e pertanto si generano fluttuazioni rispetto agli importi ENEL. Tuttavia tali differenze assommano a zero qualora considerate sull'arco di tempo di un anno. Inoltre nella bolletta reale la "capienza" di consumo dei vari scaglioni è sì rapportata alla durata del periodo di fatturazione, ma è anche arrotondata ad un numero intero di kWh producendo così leggere differenze. Un'ulteriore ragione di disallineamento si verifica negli anni bisestili, poiché le bollette reali non sono predisposte per contare il giorno del 29 febbraio come effettivo. Ciò porta, per la sola bolletta a cavallo dei questa data, ad una sovrastima dei consumi annuali o, in altri termini, il consumo extra effettuato durante il giorno aggiuntivo (giorno non contato) viene tutto fatturato al costo del massimo scaglione raggiunto.


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Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2017