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KiloWattene: il Bollettòmetro Gas

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Costo fornitura gas naturale con servizio di tutela per utenza domestica

La tabella qui sotto calcola i costi finali in bolletta incluse imposte e IVA per la fornitura di gas naturale ad uso domestico secondo le tariffe dette del "servizio di tutela". È di fatto il contratto più diffuso tra le famiglie italiane.

Gli importi prodotti sono i costi finali bolletta per bolletta che andate a pagare o che avete pagato con questo tipo di contratto, tutto incluso.
I risultati - ossia le cifre realmente addebitate nelle bollette - dipendono dal vostro consumo in metri cubi di gas e dal periodo di tempo che intendete analizzare. Questo perchè i costi del gas vengono aggiornati ogni trimestre e perchè c'è una suddivisione in scaglioni di consumo con prezzi unitari differenziati. Vi sono inoltre differenze di costi in relazione alla posizione geografica, con variazioni sulla quote fisse, sui costi della materia prima, sulle accise e le addizionali regionali, sulla percentuale dell'IVA applicata (che passa dal 10% al 22% in relazione agli scaglioni di consumo).

Questo strumento non informa in dettaglio su quante e quali siano le varie voci che producono l'importo della bolletta, ma si limita a suddividerle in due termini principali:

  1. costo del servizio comprendente i costi fissi, i costi di consumo e l'IVA ad essi relativa;
  2. costo delle accise e dell'addizionale regionale comprensive della loro quota di IVA. Il totale è la somma dei due importi precedenti, quello che andiamo a pagare. È probabile che un normale utente domestico sia interessato solo a questo importo finale.

Si sono prese a riferimento le condizioni economiche per i clienti del mercato tutelato pubblicate dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ARERA (prima del 2016 denominata AAEGSI e ancor prima AEEG), disponibili per tutto il periodo dal 2010 sino al 4º trimestre 2019. Queste permettono di determinare i costi in relazione al periodo di fatturazione, le fasce di consumo e la zona geografica. Accisa, addizionale regionale e IVA sono conformi al documento imposte sul gas, e anch'esse in relazione al periodo, la regione, le fasce di consumo, la zona geografica.


Il Bollettòmetro gas: calcola la bolletta in regime di tutela

Il ricalcolo delle bollette può aiutare a capire, per chi ha attualmente un contratto sul mercato libero, se sta realmente risparmiando rispetto al "servizio di tutela". Potete difatti confrontare gli importi di una o più delle vostre reali bollette con quelli che avreste pagato - nello stesso periodo e con lo stesso consumo - mantenendo il contratto standard.

La tabella qui sotto determina l'importo delle bollette, che viene - o verrebbe - addebitato ad un utente con contratto standard in servizio di tutela, in base alla zona geografica in cui si trova, al periodo di consumo e ai metri cubi di gas registrati dalle letture del contatore nel periodo. Il calcolo può essere effettuato per qualsiasi bolletta a partire da gennaio 2010 sino a dicembre 2019.


Come si usa

Cliccare sul primo riquadro in giallo o sulla mappa della tabella qui sotto per selezionare la regione di appartenenza (per alcune regioni vi è più di una tariffazione, come indicato). Inserire nelle altre celle in giallo della tabella le date di inizio e fine del periodo a cui si riferisce la bolletta e il consumo registrato in quel periodo.
Il valore di consumo da inserire è quello indicato come Standard metri cubi o Smc. È un numero con decimali già calcolato in bolletta e pari al prodotto del consumo misurato al contatore (che è sempre un numero intero) per il coefficiente C (un numero decimale vicino ad 1). Tutti e tre i dati - consumo in metri cubi al contatore, coefficiente C, consumo in standard metri cubi Smc - sono già riportati in bolletta. Per il ricalcolo degli importi serve solo l'ultimo. In alternativa potete inserire nelle celle gialle l'operazione da eseguire. Ad esempio se il consumo al contatore è 120 mc e il coefficiente C è 1,013, si inserirà per esteso nella cella 120*1,013. La moltiplicazione avviene in automatico. Prova l'esempio.

Lo strumento è utilizzabile anche su periodi di tempo non corrispondenti a quelli delle singole bollette. In tal caso occorre inserire la data iniziale e quella finale del periodo da analizzare e il consumo avvenuto in quel periodo. Potete registrare voi stessi due letture del contatore - ad esempio a distanza di dieci giorni l'una dall'altra - e valutare la spesa incorsa in quel periodo. Le quote fisse verranno sempre proporzionate ai vari periodi cosicchè la somma di consumi e importi parziali risulta fondamentalmente indipendente da com'è fatta la loro suddivisione.

Bollette con servizio
tutela per la zona
Penultima <- Letture -> Ultima Consumo Durata Costi fissi +costi
di consumo + IVA
Accisa + Addizion.
regionale + IVA
Totale
[gg/mm/aa] [gg/mm/aa] [S m3] [giorni] [euro] [euro] [euro]
Bolletta n.1
Bolletta n.2
Bolletta n.3
Bolletta n.4
Bolletta n.5
Bolletta n.6
Totali

Affidabilità

Finché è stato disponibile il TrovaOfferte dell'Autorità stessa, che forniva il costo con le condizioni economiche del servizio di tutela del trimestre corrente, si è potuta verificare (considerando imposte e IVA) la corrispondenza col Bollettòmetro entro ±1 centesimo, a parità di regione geografica selezionata e su un'ampia gamma di consumi complessivi annuali.
L'attuale Portale Offerte, che sostituisce il TrovaOfferte, nella sua stima Tutela gas naturale non usa più i prezzi del trimestre corrente, ma una proiezione del costo sull'anno a venire (come da Art 17.3 b Allegato A alla delibera 51/2018R/com di ARERA), e non dà la composizione analitica del totale, quindi non è idoneo come termine di confronto degli importi prodotti su questa pagina.
Gli unici riferimenti ufficiali attuali e pre-elaborati per un'eventuale verifica dei costi sono:

Le tre elaborazioni di ARERA offrono informazioni in parte simili e in modalità diverse, ma nessuna di esse è tale da permettere un paragone puntuale con gli importi qui prodotti.

In particolare si è riscontrato che a partire dal 2018 le tabelle con stime di spesa annua di ARERA mostrano deviazioni (importi superiori) a quanto è deducibile dalle condizioni economiche sempre di ARERA. L'ammontare dello scarto non dipende dalla collocazione regionale dell'utente, ma solamente dai consumi. Ciò indica che ARERA usa in tabella non i costi gas del trimestre attuale ma un costo tendenziale, come già avviene per le sue stime di spesa annua per l'energia elettrica, difformi - seppur a parità di condizioni - dalle stime di Acquirente Unico basate invece sui costi reali.
Si può solo verificare che le stime generiche dei costi gas fornite da ARERA (non declinate con specificità regionale) si attestano su un costo intermedio tra quelli reali di utenti in regioni dell'Italia settentrionale. Per questo tipo di confronto il Bollettòmetro va impostato per una bolletta fittizia con durata 1 anno su un periodo successivo all'entrata in vigore della tariffazione corrente e un consumo pari a quello annuale: ad esempio con date iniziale e finale poste rispettivamente al 1/10/2019 e 1/10/2020.


Limiti riscontrati

Le norme per la fatturazione dei consumi di gas prevedono una serie di scaglioni di consumo annuali, ognuno con una sua capienza di consumo. Quando i propri consumi superano il tetto massimo di uno scaglione, l'eccedenza è prezzata con gli importi dello scaglione successivo. Se tale eccedenza supera anche qui la capienza del nuovo scaglione, l'ulteriore avanzo sarà prezzato con gli importi dell'ulteriore scaglione, e così via.
Ciò che varia tra uno scaglione e l'altro è il costo per trasporto e gestione del contatore per gli oneri di sistema, l'accisa, l'addizionale regionale e l'aliquota IVA (agevolata al 10% per i primi due scaglioni). Invece il prezzo per la materia prima gas è unico a livello nazionale e non soggetto a scaglioni (benché l'aggiunta di IVA scaglionata porti ad avere un prezzo finale energia anch'esso scaglionato).

Nella fatturazione del gas la capienza degli scaglioni - al contrario di quanto avviene con la fatturazione elettrica - è misurata sull'anno solare e non a singola bolletta. Ciò significa che i costi realmente applicati in una bolletta dipendono da quanti metri cubi di gas si sono consumati in precedenza, a partire dall'inizio dell'anno. In sostanza l'ammontare di una singola bolletta non si può calcolare da solo, ma necessita di conoscere le bollette precedenti. Per l'energia elettrica invece le bollette sono autonome giacché la capienza del primo scaglione (con oneri di sistema più bassi) è misurata su base mensile.

Per il Bollettometro gas - a fini semplificativi - s'è arbitrariamente assunto che ogni bolletta sia indipendente dalle altre. La ripartizione dei consumi in scaglioni e il calcolo della bolletta avvengono assumendo che il consumo nel periodo indicato sia indicativo del resto di consumo nel corso dell'anno, e proporzionando la capienza degli scaglioni e i consumi al periodo.
Nella pratica il Bollettòmetro spalma le differenze di costo degli scaglioni su tutto l'anno, mentre le bollette vere vedranno il riempimento del 1º e 2º scaglione a inizio anno e l'applicazione dei prezzi del 3º (ed eventualmente del 4º) in mesi successivi. In sostanza il Bollettòmetro darà per le bollette a inizio anno degli più alti di quelle reali, mentre le per bollette nel corso dell'anno verranno qui calcolati importi lievemente più bassi di quelli reali. L'effetto complessivo di tali aggiustamenti è prossimo a zero


Compatibilità

Il Bollettòmetro funziona con tutti i browser Web e su cellulari con risoluzione minima dello schermo di 640 pixel.
Testato su: Chrome(37-49), Safari(5-11), Firefox(3.5-61), Internet Explorer(5), Microsoft Edge.


Gas: altri dati e informazioni utili

Una volta inseriti i consumi in tabella vengono visualizzati oltre agli importi delle bollette anche altri indicatori.

Il consumo totale in metri cubi (m3) viene automaticamente convertito in kilowattora (kWh) di energia. Compaiono due valori diversi, uno siglato kWh PCS (Potere Calorifico Superiore) ed uno kWh PCI (Potere Calorifico Inferiore).
La distinzione tra i due, come indicato su Wikipedia - Gas Naturale - Potere energetico, deriva dal fatto che il gas naturale è per lo più composto da metano con formula chimica CH4. La combustione di una molecola di metano produce una molecola di anidride carbonica CO2 e due molecole d'acqua H2O. L'acqua in forma di vapore, ad esempio nella fiamma di una caldaia domestica e nei fornelli da cucina, trattiene un'energia termica aggiuntiva che può essere recuperata o no. Nel caso sia possibile il recupero, come avviene nelle caldaie per riscaldamento a condensazione dove appunto il vapor d'acqua ritorna allo stato liquido, l'energia fornita da un metro cubo di gas sarà quella del PCS. Nei fornelli e nelle caldaie tradizionali i "fumi" ossia i prodotti gassosi della combustione restano a più alta temperatura per cui non si ha condensazione e la massima energia sfruttabile da 1 m3 di gas sarà quella del PCI.

Il gas nella rete di distribuzione italiana ha diverse provenienze: russo, nord europeo, algerino, libico, ecc. Ogni gasdotto e ogni punto di importazione e rigassificazione del liquefatto che arriva via mare presenta composizioni del gas leggermente diverse (oltre al metano sono presenti principalmente etano e propano) che si riflettono su valori diversi del PCS e del PCI. In tutti i casi il rapporto PCI/PCS è pressoché costante e vale 0,9027 entro ±0,16%. Le composizioni dei gas importati negli ultimi anni sono elencate in tabelle scaricabili sul sito Snam rete gas.

L'energia consumata che compare nelle bollette è quella del PCS (Potere Calorifico Superiore). Per i contratti nel servizio di tutela tale energia è 38.52 MJ/m3 ossia 10,70 kWh/m3 per gli anni dal 2010 al 2018, indicato come coefficiente P alla pagina Condizioni economiche per i clienti del mercato tutelato sul sito dell'Autorità.
Il consumo totale, che apparirà nel Bollettòmetro gas sotto la tabella al termine della sua compilazione, viene quindi visualizzato sia in m3, sia in kWh PCS (moltiplicando i m3 per 10,7), sia in kWh PCI (moltiplicando i m3 per 10,7 e per 0,9027).

La CO2 emessa dalla combustione del gas naturale viene più spesso riferita all'unità di energia termica PCI.
Il documento Comparison of CO2 emission factors for fuels used in Greenhouse Gas Inventories... dell'European Topic Centre on Air and Climate Change, luglio 2003, fornisce per l'Italia un valore di 55,8 tonnellate CO2/TJ pari a 0,201 kg CO2/kWh PCI. Il foglio excel Fattori di emissione per la produzione ed il consumo di energia elettrica in Italia dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale include tra le altre cose (vedi worksheet n. 11) le serie storiche dei fattori di emissione nazionali per il gas naturale, con un valor medio di 55,9 tonnellate CO2/TJ negli ultimi anni. Nella stessa tabella vi sono i fattori riferiti ad un potere calorifico convenzionale del gas di 8190 kCal/m3 da cui si ricava un fattore di emissione di 0,206 kg CO2/kWh PCI. Quest'ultimo valore è quello utilizzato nel National Inventory Report ufficiale italiano e nel software di calcolo emissioni ECORegion di Climate Alliance. L'annesso tecnico The Emission Factors e la guida How to develop a Sustainable Energy Action Plan per la redazione dei PAES del Patto del Sindaci suggeriscono, in mancanza di fattori nazionali o locali, di utilizzare per il gas naturale il valore IPCC 2006 di 0,202 kg CO2/kWh (evidentemente riferito all'energia del PCI). Un'overview delle varie normative italiane e internazionali e dei relativi valori del fattore da assegnare alla produzione di CO2 per il gas si può trovare in I fattori di conversione per le emissioni di gas serra... di Luca Argentieri, Commissione energia e impianti, provincia di Roma.
Il fattore di emissione utilizzato da KiloWattene in generale e dal Bollettòmetro gas è 0,204 kg CO2/kWh PCI.

Il costo medio è il semplice rapporto tra costo totale e consumo totale delle bollette, ed è pure espresso nelle tre unità euro/m3, euro/kWh PCS, euro/kWh PCI.


Confronto gas contro energia elettrica

L'indicazione immediata dei costi medi del gas a kWh permette un raffronto col costo medio della fornitura elettrica che viene anch'esso prodotto automaticamente usando il Bollettòmetro (elettrico).
In genere per una famiglia con riscaldamento autonomo a gas il costo medio dell'energia elettrica a kWh risulta circa 2,25 volte il costo medio del gas a kWh PCI, ossia per la stessa quantità di energia - 1 kWh - l'elettricità costa mediamente più del doppio del gas. Tale confronto è però fuorviante: l'energia elettrica può essere di fatto "moltiplicata" di un fattore tipicamente maggiore di 3,2 quando la si sfrutta per ottenere energia termica tramite pompe di calore come ad esempio i climatizzatori che scaldano gli ambienti in inverno, o di un fattore di circa 2,5 per acqua calda sanitaria quando è prodotta con un boiler a pompa di calore. Ecco spiegato perchè in tali casi l'elettricità può competere col gas.

Ancora diverso è il rapporto tra i costi incrementali. Tentiamo una spiegazione semplice di questo indicatore piuttosto oscuro. Diamo intanto una base di partenza dei consumi elettrici e di gas di un'abitazione, ad esempio 2550 kWh/anno elettrici e 1100 m3/anno per il gas (ossia circa 10600 kWh). In questa situazione vale di più risparmiare un kilowattora di corrente o di riscaldamento? E quant'è la loro differenza in termini economici? Una valutazione sommaria ha un disceto grado di incertezza, perchè dipende dalle condizioni climatiche, da oscillazioni stagionali dei consumi, dallo "sfondamento" o no nei vari periodi dei diversi scaglioni di consumo che portano a prezzi unitari diversi. S'è tentato comunque di quantificare un valor medio nazionale, sulla base del rapporto ISTAT I consumi energetici delle famiglie e relative tabelle che presentano una radiografia dello stato di fatto a risoluzione regionale. Il risultato indicativo è che ogni kWh elettrico risparmiato porta un beneficio economico (costo incrementale) pari a quello che si avrebbe risparmiando 3,2 kWh di gas.


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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019